mercoledì 4 marzo 2015

Libri per mestiere: l'editing

Prosegue la nostra breve guida ai mestieri dell'editoria, prendendo spunto dal volume "Libri per mestiere" e dai workshop che stiamo tenendo in sede. Venerdì prossimo, 6 marzo, ospiteremo quello dedicato all'editing, forse l'elemento più "misterioso" che circonda la nascita di un libro, quel procedimento che fa sì che un testo provvisorio e discutibile sia pronto per essere letto e apprezzato.

Secondo la definizione di Wikipedia inglese, “Editing is the process of selecting and preparing written, visual, audible, and film media used to convey information through the processes of correction, condensation, organization, and other modifications in various media, performed with an intention of producing a correct, consistent, accurate, and complete output.” Con la precisione della lingua inglese, vuol dire che l'editing è la preparazione di un materiale (nel nostro caso un testo) al fine di trasmetterlo al destinatario in modo corretto e accurato. Correggere, condensare e organizzare il testo sono gli strumenti che l’editor usa più di frequente.

Cosa non farsi sfuggire nel corso di un editing
a. Errori concettuali, ossia qualsiasi informazione non corretta sia data nel testo. Non solo: è necessario individuare qualsiasi informazione scorretta rispetto all’universo del testo. Correggendo per esempio una fiaba, va bene se i draghi sputano fuoco, non va bene se lo fa la fata turchina. Si tratta in sostanza di verificare che siano rispettate la realtà del mondo narrativo e le sue regole interne;
b. Svarioni grammaticali. Perché anche se sei l’editor, devi comunque correggere tutte le “e” senza accento che trovi. Errori grammaticali, ortografici, sintattici: non ne deve sopravvivere nemmeno uno;
c. Errori di contestualizzazione. Il testo, sia nei contenuti che nello stile, deve essere coerente con se stesso, con il target a cui si riferisce, con le intenzioni dell’autore e con il filone letterario in cui si va a inserire.
d. Problemi contenutistici. Correggendo un romanzo, individuare discordanze nella trama, negli ambienti, nei personaggi; correggendo un saggio, rintracciare discordanze nei pareri dell’autore e nel modo di porsi di fronte all’oggetto di discussione;
e. Problemi stilistici. Salvo particolari intenzioni da parte dell’autore, lo stile deve essere uniforme, non ci devono essere dissonanze, cambiamenti di registro, di “io” narrante e così via;
f. Tutto ciò che non convince. Perché anche l’editor, come il redattore, non si fida mai di nessuno, soprattutto non dell’autore.


E l'autore?
Detto questo, l'editor non deve mai entrare in competizione con l'autore. Se per caso è egli stesso uno scrittore, questo può aiutarlo a comprendere meglio l’autore, o ad avere particolari intuizioni nel risolvere passaggi intricati. a durante il lavoro, l’editor non è uno scrittore e non ha pretese autoriali sul testo a cui sta lavorando.

Il fiuto
Regole a parte, l’editing è anche una questione di fiuto. Se una frase non torna, se un finale non resta impresso, se la lettura non scorre come dovrebbe, l’editor lo sente. Poi, con un’attenta analisi, saprà dire anche perché questo accade, ma la prima sensazione è che qualcosa non torna.

Brani da "Libri per Mestiere".

Ricordiamo che per iscriversi ai seminari di Didattica al Quadrotto si può inviare una mail a corsi@ilquadrotto.it, mentre il volume "Libri per mestiere", in formato cartaceo o in ebook, si può acquistare su tutti gli store o richiedere direttamente a noi, utilizzando lo stesso indirizzo mail.

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