mercoledì 18 marzo 2015

Il Premio Strega apre alla piccola editoria (per finta) ma non agli ebook #StregaDigitale

Le nuove regole del Premio Strega prevedono che nella cinquina finalista ci sia anche un editore medio-piccolo. Ottima notizia, certo, ma scorrendo il regolamento vediamo che chi vuole partecipare, deve inviare 500 copie cartacee al premio: una per ogni giurato.
Chiunque mastichi un po' di editoria si rende conto che si tratta di una cifra esorbitante: se 500 copie per un grande editore non sono niente, per un piccolo editore rappresentano, se non tutta, almeno metà della tiratura iniziale di un titolo di punta.
Metà tiratura che deve essere spedita per valutazione sapendo che comunque non c'è nessuna chance di vincere. Perché, diciamolo chiaramente, lo Strega resta questione per pochi intimi, anche con le nuove regole.

Certo, si dirà, è comunque una vetrina. Giusto, ma prima di sacrificare una parte così consistente della tiratura è giusto chiedersi se il gioco valga la candela. È chiaro che ogni editore farà le proprie valutazioni, ma resta l'amarezza per una decisione che non si sa bene se interpretare come una presa in giro, come una falsa apertura (del tipo, poniamo un paletto alto per fare in modo che non partecipi chiunque) o una serie ignoranza di come funzionano le cose per gli "altri" editori, quelli che non hanno grandi gruppi alle spalle o non possono contare su un bestsellerista che sostenga economicamente tutta la produzione.

E poi, perché i giurati devono ricevere le copie cartacee e non un pdf?

consulenza gratuita per autori




E a proposito: bene l'apertura ai piccoli editori, ma perché non anche agli editori solo digitali? Se lo chiede anche lo scrittore Luca Fadda che su Twitter ha lanciato l'hashtag #StregaDigitale per chiedere che al premio più ambito dell'editoria italiana possano concorrere anche i libri digitali. Non da quest'anno, perché ormai è tardi, ma dall'anno prossimo perché no?

E d'altronde, se è un libro è un libro, come ci ha detto l'AIE negli scorsi mesi, un libro digitale ha gli stessi diritti di concorrere allo Strega.

Ma l'iniziativa di Fadda non si ferma qui, e ci sentiamo di sottoscrivere anche il resto della sua campagna
In teoria con questo sistema si potrebbe portare la platea di lettori e giudici a 1.000 persone, forse più, rendendo ancora più “meditato e attendibile” il giudizio, favorendo quindi la tanto decantata “bibliodiversità“. Quella cosa che vorrebbe includere in questo prestigioso premio anche esordienti, emergenti e chi non va oltre la piccola casa editrice che è riuscito a convincere della bontà del suo testo. Vorremmo evitare, in ultimo, di chiedere un “maggiore impegno a autori e editori” dal punto di vista meramente economico.

Nessun commento:

Posta un commento