martedì 24 febbraio 2015

Libri per mestiere: la correzione di bozze

Si è tenuto venerdì scorso nella redazione del Quadrotto il workshop "La correzione di bozze", primo appuntamento del nuovo ciclo di seminari sul lavoro editoriale – si proseguirà con l'impaginazione, secondo questo calendario – e riportiamo ora qualche estratto dal capitolo di Libri per mestiere dedicato all'antica tecnica della correzione di bozze. 

Regola numero uno: c’è sempre un refuso 
Chi ha qualche nozione base di filologia sa che una delle regole base per giungere alla stesura dell’archetipo, la versione più vicina all’originale, è questa: ogni copia ha almeno due errori, uno proprio e uno ereditato dal modello.
Ve ne sarete accorti anche voi, se mai nell’epoca del copia-incolla automatico vi fosse capitato di copiare o ridigitare un testo manualmente.La correzione di bozze è un po’ come la filologia: ci vuole metodo e precisione, il testo si evolve di volta in volta, si fa la collazione tra le diverse versioni e… c’è sempre un errore. Se saremo fortunati, si tratterà di una lettera sbagliata o giù di lì, e in tal caso parleremo di refuso, ma è bene sapere che il refuso tradizionale non è l’unico errore da correggere in una bozza, e allora più genericamente diremo che in un testo c’è sempre un problema. 





Regola numero due: non fidarsi mai di nessuno, neanche di se stessi
“L’hai riletto?”. In una redazione da manuale questa dovrebbe essere la domanda più frequente. Il dubbio è il primo alleato del correttore di bozze. Senza esagerazioni, se vi capiterà di spalancare gli occhi mentre vi state dedicando a tutt’altro e chiedervi se avete controllato che non ci fossero doppi spazi, allora vuol dire che siete a buon punto.
Ma il dubbio non si riferisce solo ai controlli fatti o ancora da fare, né tantomeno alla fiducia verso i collaboratori o, perché no?, i superiori. Chi lavora a un testo ha la responsabilità sulla sua buona riuscita e questa deve essere la sua prima preoccupazione. E allora vediamo, prima di passare al lato pratico, quando e di cosa bisogna dubitare:
Ogni qualvolta ci siano discordanze tra le varie parti del testo: chiedersi (o chiedere) sempre quale sia la regola, il criterio a cui attenersi;
Di fronte a errori inaspettati, chiedersi da dove vengono, e se possono essersi ripetuti altrove;
Di fronte a errori sistematici e ripetuti. Se per esempio l’autore mette sempre una virgola tra il soggetto e il verbo, probabilmente la metterà anche prima del “che” relativo; se scrive “perchè”, probabilmente scriverà anche “poichè” e “cosicchè”;
Di fronte a problemi grafici, del tipo pagine con margini o formattazioni diverse. Questo tipo di errore può essere dovuto a distrazioni in fase di impaginazione o a malfunzionamento del software, ma in entrambi i casi sarà bene ricontrollare tutte le bozze.

Regola numero tre: a volte ritornano. Ovvero, ogni correzione è un potenziale refuso
Per quanto sembri un paradosso, come nella filologia per ogni copia c’è un errore, così per ogni correzione ci può sempre essere un refuso. Due sono i casi:
a. Ipercorrettismo. Sull’onda di una serie di correzioni simili, si corregge anche ciò che non è errore. Capita per esempio eliminando le d eufoniche: se ed io diventa e io, ad egli diventa a egli, in un attimo di distrazione ad Anna diventa a Anna;
b. Errori nel riportare le correzioni a schermo: dal momento che come redattori non ci fidiamo neanche di noi stessi, il fatto che siamo noi o qualcuno che conosce la nostra grafia a fare la parte del “proto” non ci autorizza a essere trasandati. 
c. Concentrazione eccessivamente selettiva. Se per tre volte di seguito vedo un accento sbagliato, finirò per concentrarmi solo su questo tipo di errore e non farò più caso, per esempio, alla grafia. L’unica maniera di sopperire a errori di questo tipo è quella delle routine multiple. Come detto in precedenza, ogni volta una tipologia di errore ricorre più spesso del previsto, bisogna fare una routine di controlli apposita.

Ricordiamo che per iscriversi ai seminari di Didattica al Quadrotto si può inviare una mail a corsi@ilquadrotto.it, mentre il volume "Libri per mestiere", in formato cartaceo o in ebook si può acquistare su tutti gli store o richiedere direttamente a noi, utilizzando lo stesso indirizzo mail.

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