venerdì 9 gennaio 2015

Alla scoperta di… Yambo, il Jules Verne italiano

Che la narrativa di genere in Italia sia sempre stata considerata di serie B è un dato di fatto. Ma ciò non vuol dire che, anche nei decenni in cui andavano per la maggiore di volta in volta Manzoni, Verga e D'Annunzio non ci fosse spazio per la letteratura d'evasione anche nel nostro Paese.
Per quanto riguarda il giallo, è in atto una riscoperta dei primi autori polizieschi di casa nostra, da Mastriani a De Marchi; per il genere avventuroso, ormai Salgari è stato del tutto sdoganato: rimane la fantascienza, che vede in Enrico de' Conti Novelli da Bertinoro, in arte Yambo, uno dei pionieri.

Nato a Pisa nel 1876 da famiglia nobile, cominciò a lavorare a diciott'anni come scrittore e illustratore in alcune riviste per ragazzi, dimostrando subito una propensione per il genere avventuroso e fantastico. Ispirandosi a Jules Verne (e all'autore francese rese omaggio esplicitamente anche attraverso alcuni titoli, come Dalla Terra alle stelle o Due anni in velocipede, i suoi due primi romanzi), Yambo diede libero sfogo alla fantasia mescolando avventura e fantascienza, preconizzando viaggi nello spazio e il ritorno dei dinosauri, senza però mai mancare di ironia e di autoironia.

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Yambo fu anche precursore della settima arte: nel 1910 comincia a interessarsi al cinema e dirige il cortometraggio Un matrimonio interplanetario, che si può tranquillamente definire il primo film di fantascienza italiano. Nella prima decade del '900, è l'autore di punta per i ragazzi e collabora con le principali riviste, sia come autore che come illustratore. Irredentista e interventista, nel 1909 scrive La rivincita di Lissa, un romanzo che mescola fantascienza, fantapolitica e propaganda, auspicando il ritorno di Trento e Trieste all'Italia tramite lo scoppio di una guerra causata dal misterioso capitano Nero (altro omaggio a Verne).

Ideologicamente vicino al fascismo, ne sposa la propaganda negli anni Venti salvo poi raffreddarsi e allontanarsi dalla politica nel decennio successivo. Continua in quegli anni una ricchissima produzione nelle riviste per ragazzi, tralasciando invece i romanzi (l'ultimo, L'allevatore di dinosauri, è del 1926). Scrive per Topolino e, negli ultimi anni di vita, si dedica alla narrativa storica. Muore nel 1943 di infarto durante un bombardamento.

Le opere di Yambo sono ormai introvabili da anni, salvo qualche esemplare per collezionisti, ma i suoi romanzi più importanti saranno ripubblicati nei prossimi mesi dalla casa editrice Landscape Books.

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