martedì 18 novembre 2014

Consigli di... scrittori: Jonathan Franzen


Giunti al martedì, si torna a parlare di scrittura attraverso i consigli di chi conosce particolarmente bene il mestiere. Oggi ci affidiamo a Jonathan Franzen, commentando insieme a voi alcuni dei suoi "tips" rivolti agli aspiranti scrittori. 

Write in third person
Com'è noto, la scelta del tipo di narratore condiziona in modo decisivo l'opera. Senza addentrarsi troppo nei tecnicismi della narratologia - tra focalizzazione interna, esterna, narratore onnisciente, discorso indiretto libero e via discorrendo -, Franzen sostiene che, se non si dispone di una voce narrante in prima persona irresistibile, è preferibile affidarsi a un narratore in terza persona. Malgrado il sentore comune, infatti, gestire un narratore in prima persona in modo credibile ed efficace è molto complicato.

Stay away from the internet
Questo è un consiglio che ritorna spesso nella nostra rubrica. Quasi tutti gli scrittori, infatti, dicono che per scrivere qualcosa di valido è necessaria la giusta concentrazione. E la concentrazione è acerrima nemica del web. Tra nuove email, notifiche di Facebook e tweet, lavorare a un'opera può diventare un'impresa impossibile. Proprio per questo disconnettersi può essere una buona soluzione per eliminare tutte le possibili distrazioni.

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Never use the word "then" as a conjunction
Consiglio tecnico: per Franzen la congiunzione "poi" al posto di "e" sarebbe la soluzione di quegli scrittori pigri e mediocri che hanno paura di rendere la pagina troppo monotona. Che siate specificatamente d'accordo o meno con questo parere, le soluzioni estreme raramente garantiscono risultati efficaci. Un testo pieno zeppo di ripetizioni, dunque, è debole tanto quanto un testo in cui la ricerca dei sinonimi raggiunge esiti esasperati e grotteschi.

The reader is a friend
Steinbeck suggeriva di dimenticare il pubblico, Franzen invece propone di considerare il lettore né come un avversario, né come uno spettatore, ma come un amico. Cosa significa? Be', in realtà si può interpretare questo consiglio in vari modi, perché ognuno ha la propria idea di amicizia. Senz'altro ciò da cui l'autore statunitense vuole mettere in guardia è un certo atteggiamento troppo ossequioso o, al contrario, troppo conflittuale con i lettori. Considerarli una presenza amichevole aiuta ad alleggerire la pressione.

Autobiography is fiction
Può un fantasy contenere materiale autobiografico? Senz'altro. Così come un thriller può rispecchiare le esperienze dell'autore, pur essendo quest'ultimo una persona posata e squisitamente ordinaria. Autobiografico è un termine che non necessariamente indica la pedissequa messa in pagina di fatti realmente accaduti e trascritti in modo fedele. La vita di chi scrive - sentimenti, esperienze, idee - può essere la protagonista della finzione romanzesca più estrema. Non a caso Franzen sostiene che nessuno ha scritto una storia più autobiografica di La metamorfosi.

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