martedì 4 novembre 2014

Consigli di... agenti letterari (Parte II)


Dopo l'accoglienza positiva riservata al post della scorsa settimana, per i "Five Tips" di oggi torniamo a proporvi nuovi interessanti consigli di scrittura da parte di alcuni celebri agenti letterari. Come sempre, preparate carta e penna per prendere appunti. 

The first paragraph is enormously important
Certo, molte storie sono lunghe e complesse, ricche di avvicendamenti e colpi di scena. Il primo paragrafo, tuttavia, per un professionista intento a valutare l'opera è uno spazio cruciale, indicatore dello stile e della capacità dell'autore di saper vendere bene ciò che sta raccontando. Ne è convinta Judith Murray della Greene & Heaton, che - come ogni lettore - sa perfettamente cosa ama e cosa non ama leggere. A qualcuno potrà sembrare spietato, ma nelle prime righe di un romanzo si trovano quasi sempre i principali motivi per continuare (o non continuare) la lettura. Scrivere un incipit convincente, dunque, può risultare decisivo.

You have to take it seriously
D'accordo, avete scritto un romanzo comico, pieno di scene divertenti e uno stile brillante. Ciò non vi autorizza, però, a far sfociare questa comicità anche in ciò che circonda l'opera. Sarah Ballard della United Agents non sopporta gli autori che farciscono le proprie lettere di presentazione di battute e barzellette. "Inviare un manoscritto - dice - è come cercare un lavoro: devi farlo seriamente". Sia il tono sia l'aspetto del manoscritto devono perciò rappresentarvi al meglio. Un manoscritto spiegazzato con un font improponibile è indice di poca professionalità. E uno scrittore deve essere professionale, anche quando scherza.

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A recommendation helps
In Italia la parola "raccomandazione" di solito è intesa solo nella sua accezione negativa. Un raccomandato è qualcuno che aggira le regole grazie a una conoscenza, che supera la fila allo sportello oppure ottiene un posto di lavoro pur non avendo nulla per meritarlo. Nel mondo anglo-sassone, invece, la raccomandazione è prima di tutto una garanzia, un attestato di stima. Proprio per questo Bill Hamilton della AM Health si dice favorevole a una raccomandazione da parte di una persona di cui si fida, perché non c'è nulla di male nell'affidarsi a un tramite. L'importante, però, è essere sinceri e spontanei. Millantare conoscenze che non si hanno è una pessima mossa.

Why did you write this?
Per Peter Robinson della Rogers, Coleridge & White le motivazioni sono molto importanti. Perché hai scritto proprio un thriller? Puoi supportare la tua storia con una preparazione adeguata? Sei un esperto dell'argomento che hai deciso di trattare? Hai la credibilità per farlo? Uno scrittore ha davanti a sé moltissime strade percorribili e se ne sceglie una in particolare deve saper giustificare questa scelta e dimostrare con i fatti di saperla difendere. Gli editori, oltretutto, apprezzano in modo particolare gli autori in grado di parlare in pubblico (o in tv o in radio) dei perché della propria scrittura.

Cooperation
Jane Gregory della Gregory & Company vuole sempre incontrare di persona gli autori per capire con chi dovrà lavorare, se ci sono le possibilità per farlo. Dal vivo, infatti, è possibile instaurare immediatamente un rapporto di collaborazione, qualora l'autore in questione si dimostri collaborativo. Di fronte alle proposte di editing, ad esempio, ci sono scrittori che fanno di tutto per affrontare e risolvere i problemi, ma ce ne sono altri che incrociano le braccia al petto e impediscono qualsiasi forma di cooperazione. In questi ultimi casi, il lavoro di un agente letterario termina prima di cominciare. 


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