giovedì 30 ottobre 2014

#Unlibroèunlibro per abbassare l'Iva sugli ebook


Gli ebook sono ormai una realtà affermata. Sono lontani i tempi in cui si sosteneva l'irrinunciabilità del profumo della carta e i libri digitali venivano visti dall'editoria come il Male Assoluto. In Italia, tuttavia, il mercato degli ebook è fermo al 3% e malgrado i numeri incoraggianti la crescita procede troppo lentamente. Proprio per questo motivo è significativo che la campagna #Unlibroèunlibro nasca proprio in Italia, promossa dall'AIE (Associazione Italiana Editori). Presente sul web già da diverso tempo con una pagina Facebook e un account Twitter, l'iniziativa si propone di radunare il mondo del libro - editori, lettori, scrittori, bibliotecari, librai e professionisti del settore - e discutere insieme della necessità di superare definitivamente la dicotomia cartaceo-digitale. Perché un libro è un libro, appunto, a prescindere dal formato. O almeno così dovrebbe essere.

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Domani, dalle 14:30 alle 16:30, si terrà una tweet talk in cui si discuteranno i principali temi legati alla questione dell'equiparazione tra libri tradizionali e libri digitali. Il più importante, e spinoso, è senza dubbio quello che riguarda l'Iva, ferma al 22% per gli ebook, contro il 4% dei libri cartacei. Da diversi mesi il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini si è più volte impegnato per affrontare il problema, dichiarandosi favorevole ad abbassare l'Iva sugli ebook al 4% o almeno al 10%. Il risultato, al momento, è stato un ennesimo rinvio, stavolta fissato per il 25 novembre. Il problema doveva essere affrontato proprio durante il semestre di presidenza italiana in Europa, che terminerà il 31 dicembre, ma ad oggi nulla è ancora stato deciso.

In tutti i Paesi europei gli ebook sono fortemente penalizzati da un prezzo troppo alto, di poco inferiore a quello dell'edizione cartacea, nonostante l'enorme differenza tra i rispettivi costi di produzione. Ciò influisce moltissimo sulle scelte dei lettori, alcuni dei quali bloccati per motivi "ideologici" (i sostenitori irriducibili del cartaceo) e altri, più possibilisti e aperti al nuovo, scoraggiati dalla scarsa convenienza. La Francia e il Lussemburgo hanno tentato la via dell'equiparazione con l'abbassamento delle aliquote, scontrandosi con la Commissione Europea che considera gli ebook come dei normali prodotti elettronici, sottoposti ad aliquota ordinaria e non ridotta come per i prodotti culturali. All'orizzonte non sembrano esserci movimenti incoraggianti e l'impressione è che il problema continuerà a rimanere tale ancora per un bel po'. Iniziative come #Unlibroèunlibro sono senz'altro utili per dare risalto alla questione e sottoporla a un numero sempre maggiore di persone, nell'augurio che anche chi di dovere sia spronato all'intervento. Ora come ora si può solo aspettare, ma con il passare del tempo l'urgenza si fa man mano più stringente.




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