giovedì 7 agosto 2014

Il meglio di Alla scoperta di…: Il ritorno di Philip Marlowe

A volte ritornano, e la letteratura – in particolare quella gialla e poliziesca – non è nuova a eroi "resuscitati" dopo la morte del loro autore. Il primo è stato probabilmente Sherlock Holmes, che nel corso dell'ultimo secolo è stato protagonista di numerosi "apocrifi", in particolar modo quando, a 70 anni dalla morte di Conan Doyle, è scaduto il diritto d'autore. È successo anche a Nero Wolfe, che dopo la morte di Rex Stout è stato riportato in vita da Robert Goldsborough e poi da John Lescroart. Infine, come non citare il "nuovo" James Bond che, dopo la prematura scomparsa di Ian Fleming è stato "preso in prestito" da una decina di autori perlopiù sconosciuti, ma anche da un peso massimo come Jeffery Deaver.

Ora tocca a Philip Marlowe, l'icona dell'hard boiled, che torna a sorpresa – a più di 50 anni dalla morte di Chandler – grazie a John Banville, sotto il nom de plume di Benjamin Black. Marlowe, prototipo del detective privato tormentato, duro e alcolista, è stato protagonista di 8 romanzi e 1 racconto di Chandler (l'ultimo romanzo, Poodle Springs Story, pubblicato postumo e completato da Robert B. Parker. In realtà c'è stata un'altra apparizione di Marlowe per mano di un altro autore, visto che Osvaldo Soriano lo ha reso protagonista (assieme a se stesso) di Triste, solitario y final nel 1974, ma difficilmente si può inserire quel romanzo ironico e metaletterario nel ciclo avviato da Chandler.

Ciclo che ora torna inaspettatamente ad arricchirsi di un nuovo titolo grazie a John Banville e al suo La bionda dagli occhi neri, in uscita in Italia il 6 marzo per i tipi di Guanda.
corso di scrittura roma

L'operazione sembra piuttosto interessante per due motivi: innanzitutto perché non si tratta di una mossa eminentemente commerciale (come successo ad esempio per i nuovi 007), e in secondo luogo perché John Banville è un autore – seppure poco noto da noi – poliedrico e accostato per la prosa a Proust e Nabokov, ma capace di cimentarsi con successo anche con il noir.

Nato in Irlanda nel 1945, Banville racconta di essere cresciuto leggendo i romanzi di Chandler, e si è fatto notare nel 1989 con il romanzo La spiegazione dei fatti, finalista al Booker Prize, che poi ha vinto nel 2005 con Il mare. Considerato uno dei possibili contendenti al Nobel per la letteratura, non ha però mai snobbato la letteratura di genere, tanto che dal 2006 ha pubblicato sette romanzi polizieschi con lo pseudonimo di Benjamin Black, romanzi ambientati a Dublino e con protagonista un anatomopatologo irlandese, con notevole successo di pubblico e critica ma finora inediti in Italia.

Ora arriva la sfida di Banville-Black, che si cimenta con rispetto e accuratezza quasi filologica nella scrittura di una storia con protagonista Philip Marlowe. La trama rispetta appieno gli stilemi chandleriani: una bionda mozzafiato che sconvolge l'esistenza del detective assumendolo per cercare il suo amante scomparso, agente di divi da quattro soldi. Comincia così una lunga ricerca in una Los Angeles ostile che aggroviglia sempre di più i destini dei protagonisti – e la trama del romanzo.

Chi l'ha letto ha sottolineato come Banville sia riuscito a ricreare la prosa di Chandler senza dare l'impressione di scimmiottarla, ma interpretandola a modo suo con una scrittura raffinata che nulla ha a che vedere con i noir da quattro soldi fioriti nel solco dei grandi romanzi hard boiled.

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