martedì 26 agosto 2014

Consigli di... scrittori: J.K. Rowling

L'estate non è ancora finita ma su Libri al Quadrotto si torna a parlare di scrittura. E qual è il modo migliore per farlo se non attraverso i consigli dei grandi maestri? Oggi ci occuperemo insieme di ciò che J.K. Rowling ha dichiarato sul proprio lavoro di scrittrice, tra abitudini, metodo, segreti e trucchi del mestiere. Se tra di voi c'è più di un potteriano convinto o se riconoscete, in generale, all'autrice britannica una indubbia competenza in materia, fate bene attenzione. 

Writing for me is a kind of compulsion
Spesso gli scrittori contribuiscono a ingrandire attorno a sé un'aurea di predestinazione, come se la scrittura fosse stata l'unica via praticabile. J.K. Rowling, senza grandi ricami, ha ammesso di scrivere dalla tenera età di sei anni, quasi fosse stata costretta a farlo e ne avesse sentito il doveroso bisogno. "Non so dire da dove è venuto il desiderio. L'ho sempre avuto." Visti i numerosi rifiuti a cui l'autrice andò incontro prima di pubblicare la saga che l'ha resa famosa in tutto il mondo, un primo e fondamentale insegnamento è che la tenacia e l'insistenza possono rivelarsi basi imprescindibili per questo lavoro.

Read as much as you can
Senz'altro non è la prima scrittrice a dirlo, ma si tratta di consiglio talmente importante che la ripetizione in questi casi aiuta, anche perché troppo spesso nelle persone il desiderio di diventare scrittori nasce prima della passione per la lettura. A dei bambini che le chiedevano dei consigli su come diventare degli scrittori, la Rowling ha detto di leggere il più possibile. "Jane Austen diede a un amico lo stesso consiglio, perciò sono in buona compagnia".

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I can write anywhere
Sulla ricerca del luogo più adatto per la scrittura abbiamo discusso più e più volte. La soggettività è massima, perché ognuno trova la concentrazione in modo differente, per motivi differenti. La creatrice di Harry Potter si è detta capace di poter scrivere in qualsiasi posto. Appuntò i nomi di alcuni personaggi su una sick bag, mentre viaggiava in aereo. Questo per dire che ogni momento è buono per dedicarsi all'immaginazione e alla progettazione di una storia, ma che è pur sempre necessario essere nella condizione di non farsi trovare impreparati. 

I concentrate on one book at a time
Quando si è alle prese con la scrittura di una saga in diversi volumi, capita di proiettarsi molto in là con la trama, intravedendo possibilità future e ancora molto distanti rispetto al momento specifico della storia di cui cui si sta occupando. J.K. Rowling, che ha scritto sette libri per il ciclo di Harry Potter e che ha inaugurato la nuova saga di Cormoran Strike firmandosi con l'ormai noto pseudonimo di Robert Galbraith, ha sempre preferito occuparsi di un libro per volta, anche se nei primi anni di scrittura le capitava di scrivere piccole parti di tutti i libri in programma. Un'unione tra visione globale e intervento mirato, praticamente. 

I write nearly every day
"Alcuni giorni scrivo per dieci o undici ore, altre volte non riesco a scrivere per più di tre ore. Dipende molto dalla velocità con cui arrivano le idee." In ogni caso, la costanza è una qualità imprescindibile, base di un metodo senza il quale si rischia spesso di navigare a vista e di incontrare molti più ostacoli di quanti se ne trovano seguendo la strada principale. 

I didn’t write with a target audience in mind 
Accondiscendere ai gusti del pubblico è una tentazione a cui molti autori cedono volentieri, senza troppi rimpianti. J.K. Rowling mentre scriveva non badava a chi avrebbe letto i suoi libri. "Ciò che mi eccitava era il piacere che provavo nello scrivere di Harry". Le preoccupazioni riguardanti il pubblico possono rappresentare un fardello immobilizzante, con cui il naturale processo di scrittura rischia di venire alternato o peggio ancora falsificato. Meglio concentrarsi sulla pagina, dunque. "Se un libro è buono, qualcuno lo leggerà". 

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