giovedì 3 luglio 2014

Premio Strega 2014: i libri finalisti vendono poco


Questa sera al Ninfeo di Villa Giulia verrà annunciato il vincitore della sessantottesima edizione del Premio Strega. Abbiamo già parlato della cinquina finalista, che ha riservato alcune lievi sorprese, prima su tutte la presenza di due titoli del Gruppo Mondadori (Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo, edito da Einaudi, e Lisario o il piacere infinito delle donne di Antonella Cilento, pubblicato da Mondadori). Ora possiamo soltanto attendere il verdetto finale.

Da tempo Piccolo è indicato come il super favorito, anche in virtù del risultato della precedente edizione, che ha visto il trionfo di Resistere non serve a niente di Walter Siti, pubblicato da Rizzoli. Quest'anno, dunque, in molti prevedono che il testimone debba tornare in mano a Mondadori, che vinse nel 2012 con Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi di Alessandro Piperno. Nel frattempo, però, c'è una notizia che obbliga per un momento a mettere da parte le scommesse sull'opera vincitrice. Se il confronto tra i colossi editoriali si gioca ai piani alti, la partita vera e propria si colloca a livello un po' più basso, precisamente in libreria, dove i titoli della cinquina sembra stiano vendendo poco.

consulenza gratuita per autori

Come riporta Il Fatto Quotidiano, fino a questo momento i risultati ottenuti dai finalisti dello Strega non sono molto esaltanti. Stilando una classifica in rapporto alle copie vendute, è sempre Francesco Piccolo a svettare, seppur con un bottino leggero di appena 42mila copie. Al secondo posto troviamo Giuseppe Catozzella, già vincitore del Premio Strega Giovani, che con Non dirmi che hai paura (Feltrinelli) tocca quota 20mila copie. Gli altri tre finalisti sono staccati di molto. Antonio Scurati, infatti, non supera le 8200 copie, seguito da Francesco Pecoraro a 4500 copie e Antonella Cilento, 3800 copie.

Numeri piuttosto bassi, se si pensa che in questa finale si confrontano marchi editoriali che vantano un peso significativo sul mercato. Oltre a Mondadori ed Einaudi, troviamo Bompiani (del Gruppo Rcs), Feltrinelli e Ponte alle Grazie (controllata da GeMS). Eppure ciò sembra non bastare per invogliare i lettori all'acquisto. Certo, si prevede che la proclamazione del vincitore - con la conseguente corsa alla fascetta - possa smuovere un po' le acque, ma difficilmente le cifre potranno raggiungere numeri da capogiro, o almeno questa è l'impressione.

Il momentaneo insuccesso di vendite va ricondotto a un più ampio e assai noto contesto, puntualmente raccontato dagli impietosi dati riguardanti lo stato del libro in Italia. Nel 2013, sono stati acquistati dagli italiani 99,2 milioni di volumi, 2,3 milioni in meno rispetto all'anno precedente. E, fino a questo momento, il 2014 non appare in controtendenza, registrando 1,4 milioni di copie vendute in meno, al confronto con lo stesso trimestre dell'anno passato. "Lo Strega s’inscrive in una curva discendente e per questo vincerlo o no è, se possibile, ancora più importante", scrive giustamente Silvia Truzzi sul Fatto, ma solo dopo l'atteso risultato si potrà misurare l'effettivo apporto della vittoria, in termini di vendite.

Questi numeri devono senz'altro spingere alla riflessione, per quanto riguarda la proposta editoriale del nostro Paese. In genere le opere caratterizzate da una spiccata qualità letteraria hanno vita dura, quando si confrontano con best-seller di più facile lettura. I titoli finalisti del più prestigioso premio letterario italiano dovrebbero essere, a rigor di logica, opere di significativa qualità letteraria, pronte a beneficiare della preziosa visibilità garantita dal Premio. I fatti, tuttavia, raccontano una realtà diversa. Continuando a prendere come riferimento lo Strega e analizzando finalisti e vincitori delle ultime edizioni, si constata che non è sempre la qualità letteraria a essere il parametro più decisivo. Il Premio non è più un amplificatore di vendite per titoli letterariamente validi, ma un semplice trampolino di lancio per best-seller, che sminuisce la forza della qualità, puntando esclusivamente sulla quantità.

Ciò riguarda in generale l'intero mercato editoriale, ma i dati sulle scarse vendite della cinquina rappresentano dunque un campanello d'allarme e segnalano che il meccanismo si è inceppato. Se i grandi gruppi candidano allo Strega opere sempre più commerciali, commercializzando lo stesso Premio, ma non ottengono più i risultati sperati, significa che tutto il sistema deve mettersi in discussione. Come detto, però, il discorso non può che rimanere sospeso, almeno fino a stasera. Quando anche questa edizione dello Strega avrà il suo vincitore e quando si potranno verificare gli eventuali cambiamenti nei dati delle vendite, gli interrogativi torneranno, e difficilmente potranno essere elusi.

Nessun commento:

Posta un commento