martedì 1 luglio 2014

L'accordo tra Mondadori e Youcanprint: l'editoria incontra il self-publishing


Sono giorni abbastanza movimentati per quanto riguarda l'editoria. Dopo le indiscrezioni riguardo la cessione di Pde a favore di Messaggerie, un nuovo avvicinamento tra colossi del settore ci spinge a riflettere sui possibili scenari futuri. Qualche giorno fa, infatti, la piattaforma di self-publishing Youcanprint ha annunciato l'accordo con Mondadori Direct, la rete di librerie del gigante di Segrate.

Youcanprint, nata nel 2007, disponeva già di una rete di distribuzione cartacea e digitale di tutto rispetto, rendendo le opere autopubblicate disponibili nei principali store online (Amazon, Ibs, Feltrinelli ecc...) e in più di 1350 librerie fisiche. Ora, gli autori che scelgono il marchio di Borè s.r.l. per autopubblicarsi potranno contare anche sui 550 punti vendita di Mondadori diffusi su scala nazionale. Si tratta di una condizione piuttosto allettante in un settore, quello del self-publishing, che ha nella effettiva visibilità e disponibilità il suo principale parametro di qualità.

Garantire agli autori la possibilità di vedere distribuite le proprie opere in formato cartaceo e digitale in tutto il Paese e nelle principali librerie è un punto di forza non indifferente, per Youcanprint, che affiancandosi a Mondadori dimostra di voler tenere testa alla concorrenza. Ilmiolibro.it, ad esempio, offre un servizio analogo appoggiandosi alla rete Feltrinelli, permettendo la distribuzione delle opere autopubblicate sia nei punti vendita fisici sia nello store online.


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Inizialmente il successo del self-publishing spinse qualcuno ad annunciare, in modo prematuro e miope, la morte degli editori. Se posso fare da solo, evitando e risparmiandomi di sottoporre la mia opera a un editore e di dover attendere e sperare nell'agognata risposta positiva, tanto meglio. Scrivo, stampo, pubblico e distribuisco in autonomia, quando, come e quanto voglio io. Il successo mediatico dell'autopubblicazione (che, è bene ricordarlo sempre, non è stata inventata da Youcanprint e simili, ma esiste da quando esiste l'editoria moderna) fa perno proprio su questo senso di libertà in salsa web 2.0. L'autore ha davanti infinite possibilità e ora ha finalmente un percorso comodo per raggiungerle.

La realtà, come noto, è ben diversa. Gli editori sono tutt'altro che morti e il self-publishing resta una validissima alternativa al tradizionale iter editoriale, ma non si tratta certamente dell'unica. Allontanandosi dal pregiudizio che ne parlava soltanto come un gran calderone colmo di aspiranti scrittori senza talento, il self-publishing ha acquistato gradualmente una sua dignità. Ha sfornato qualche caso editoriale e, soprattutto, ha attirato l'attenzione degli editori. Le piattaforme di self-publishing, infatti, sono diventate praterie sterminate dove esercitare scouting e pescare la E.L. James di turno. Da un'annunciata lotta all'ultimo sangue, si è passati dunque a un'amichevole divisione delle rispettive zone di competenza, intervallata da contatti che garantiscono reciproci vantaggi. L'accordo tra Youcanprint e Mondadori si colloca in questo contesto.

Anziché pestarsi i piedi, è preferibile ragionare attorno a un tavolo, e organizzare qualche matrimonio politico. Parole come self-publishing e print-on-demand possono sembrare meno minacciose se le si incorpora tra i propri servizi. Certo, talvolta qualcuno tira troppo la corda e, come Amazon nel Regno Unito, si rischia di complicare un po' la faccenda quando si propone agli editori di rinunciare al controllo dei propri stock per avvalersi del print-on-demand fornito dall'azienda di Bezos. Già, perché gli equilibri restano delicatissimi, trattandosi di una situazione ancora in divenire. L'impressione è che si debba assistere ancora agli assetti definitivi, perciò è normale che questi grandi movimenti generino un po' di confusione e di sovrapposizione tra ruoli.

Se si sceglie di proporre un'opera a un editore preferendo la via tradizionale al self-publishing, le certezze vacillano nel momento in cui questo stesso editore ci propone di utilizzare una piattaforma di autopubblicazione. Ciò accade, per esempio, con Longanesi, marchio illustre dell'editoria nostrana, che rinvia a Lampi di stampa (società di print-on-demand appartenente, come la casa editrice, al gruppo Messaggerie) gli autori che non possono trovare spazio nel catalogo dell'editore. Mondi diversi che imparano a convivere, insomma. Forse snaturandosi, oppure semplicemente adeguandosi ai tempi che corrono.




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