martedì 29 luglio 2014

Il meglio di In & Out: i generi letterari

Malgrado il taglio apparentemente manicheo della rubrica, cerchiamo di evitare giudizi tagliati con l'accetta, e comunque i nostri consigli hanno sempre una buona dose di ironia. Oggi tocca ai generi letterari.

Giallo - La camera chiusa. Tutti i grandi giallisti si sono cimentati prima o poi con l'enigma della camera chiusa, quel particolare tipo di mistero per cui un omicidio avviene in una stanza chiusa dall'interno e da cui è impossibile uscire, eppure non si tratta di suicidio. Un enigma particolarmente affascinante, affrontato da Edgar Allan Poe, Gaston Leroux, poi da Edgar Wallace, Van Dine ed Ellery Queen. Ciononostante, l'enigma della camera chiusa è irrimediabilmente Out. Per quanto sia innegabilmente affascinante, ormai è un archetipo superato, tanto è vero che raramente le soluzioni trovate dai grandi giallisti sono soddisfacenti (finisce sempre per esserci il trucco, un passaggio segreto, un sofisticato meccanismo, un fantasma), quindi meglio evitare.

Fantasy - Il prescelto. È In, ma solo perché non ce la sentiamo di escludere a priori un archetipo così importante del genere. Quindi, esplicitando il consiglio: va bene, ma solo se non ne potete fare a meno. La questione del prescelto ritorna ciclicamente nel fantasy, ma dopo il successo di Harry Potter c'è stato un effetto valanga. Come per la camera chiusa, avere un prescelto è un elemento affascinante, ma non può bastare: se un personaggio è insignificante o mal caratterizzato, lo sarà anche se è predestinato a sconfiggere il Male.
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Thriller - L'ambientazione italiana. In questo caso, un In molto convinto. Gli autori italiani di thriller soffrono spesso di un complesso di inferiorità nei confronti dei colleghi che hanno la fortuna di nascere negli Usa o in Inghilterra. E allora ecco Faletti che colloca il suo primo romanzo a Montecarlo, o Carrisi che inventa un'ambientazione di fantasia in cui i personaggi hanno cognomi di qualsiasi nazionalità. Eppure non è che un thriller per funzionare debba per forza essere ambientato nei quartieri malfamati di Los Angeles o in qualche sobborgo della Pennsylvania. Lo dimostrano i fortunati thriller di ambientazione scandinava, ma anche, per quanto riguarda il nostro paese, quelli di Carlo Lucarelli: la Bologna di Almost Blue non ha niente da invidiare alla New York di Deaver. Ovviamente bisogna conoscere bene i lati oscuri delle nostre città e cittadine, e non pretendere che abbiano le stesse caratteristiche delle metropoli d'oltreoceano.

Romanzo storico - Il collegamento con il presente. Un Out direttamente proporzionale alla distanza nel tempo a cui è ambientato il romanzo. Se un rimando al presente – nel prologo o nell'epilogo – può avere un senso in un romanzo ambientato durante il Novecento, comincia a diventare sempre meno accettabile man mano che si va indietro nel tempo. Eccezioni ce ne possono essere, certo, ma il più delle volte il rimando al presente sembra un modo con cui l'autore si giustifica per aver ambientato il suo romanzo nel passato, come se sapesse già che il lettore non sarà interessato.

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