giovedì 31 luglio 2014

Il meglio di Alla scoperta di…: "Il richiamo del cuculo" di Robert Galbraith (J. K. Rowling)

È uscito da noi il 4 novembre Il richiamo del cuculo, per i tipi di Salani, uno dei romanzi più attesi di questo scorcio d'anno. Perché, nonostante la copertina italiana riporti coraggiosamente solo il nome di Robert Galbraith (anche se sicuramente ci sarà una fascetta esplicativa), come nell'edizione originale, dietro "l'esordiente" Galbraith si nasconde J. K. Rowling, la "mamma" di Harry Potter, senza dubbio una delle penne più geniali e talentuose dell'ultimo ventennio.

Interessante la storia che c'è dietro The Cuckoo's Calling. Da tempo la Rowling aveva dichiarato di voler scrivere un poliziesco, anche se spesso sembrava una battuta; poi, quando l'anno scorso uscì Il seggio vacante, i discorsi sul "giallo della Rowling" passarono in secondo piano. E invece lei il suo giallo l'ha scritto, e ha cominciato a mandarlo a diverse case editrici utilizzando lo pseudonimo di Robert Galbraith, un sedicente veterano dell'esercito, oggi impiegato nei servizi di sicurezza privati. Alcuni editori, come Orion Books, l'hanno rifiutato, ma Sphere, un marchio del gruppo Little, Brown & Co. ha deciso di pubblicarlo, e così ad aprile è uscito nelle librerie inglesi.

Il romanzo, che presenta la struttura del noir classico, con un detective privato in cattive acque che si trova ad accettare un caso su cui è inizialmente scettico, per poi ricredersi, ha ottenuto subito critiche favorevoli, anche se a queste non è corrisposto un eguale successo di pubblico (a luglio era al 4.709° posto su Amazon). Poi a luglio il "Sunday Times" ha cominciato a investigare sulla reale identità di Galbraith, e mettendo a confronto il lessico del romanzo con quello di diverse opere della Rowling ha lanciato l'ipotesi che The Cuckoo's Calling fosse proprio opera sua. In realtà si è poi scoperto che il giornale era stato imbeccato da una fonte anonima, la moglie di un avvocato dello studio legale dell'autrice.
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A quel punto la Rowling è uscita allo scoperto, spiegando che prima o poi avrebbe comunque rivelato di essere l'autrice del romanzo, ma che avrebbe voluto far passare un po' di tempo e pubblicare almeno un altro romanzo della serie, spiegando che
Essere Robert Galbraith è stata un'esperienza liberatoria. È stato bellissimo pubblicare senza attese e aspettative e con il puro piacere di ricevere pareri sotto un nome diverso.
Due parole sulla trama. Cormoran Strike è un ex militare che in Afghanistan ha perso una gamba e ora sbarca il lunario con poca fortuna facendo l'investigatore privato. La sua fidanzata l'ha lasciato, e lui non ha soldi per pagarsi una segretaria, ma dimentica di disdire il contratto con l'agenzia di lavoro interinale che quindi gli manda Robin, una giovane appena trasferitasi a Londra e in procinto di sposarsi. Robin è entusiasta del nuovo lavoro e ce la mette tutta, proprio mentre Strike viene assunto per indagare sulla morte della famosa modella Lula Landry, che è stato archiviato come suicidio. Strike inizialmente tende a concordare con il risultato delle indagini della polizia, ma interrogando i testimoni, la verità viene a galla e Cormoran cambia idea.

A leggere il romanzo, appare chiaro come mai qualcuno si sia posto il dubbio che a scriverlo non sia stato un ex militare alla prima esperienza letteraria. Stile molto deciso, voce del narratore molto riconoscibile, una galleria di personaggi dall'ottima caratterizzazione. E soprattutto una sensibilità nelle descrizioni che sembra decisamente femminile. Ci sono poi tutti gli elementi caratteristici della Rowling, dal linguaggio ricco e mai banale, alla ricercatissima cura dei personaggi, anche di quelli di contorno, e come in The Casual Vacancy uno sguardo tagliente su una certa alta società.

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