martedì 22 luglio 2014

Five tips: la scelta del titolo


Tra le tante decisioni con cui uno scrittore deve confrontarsi, probabilmente la scelta del titolo dell'opera è quella cruciale. Il titolo dà una precisa direzione al destino editoriale della storia e, allo stesso tempo, rappresenta una prova per lo stesso autore: lo obbliga a tirare le somme e a confrontarsi con ciò che ha prodotto. Vediamo perché, in questa puntata dei Five Tips.

Google it
Se Italo Svevo avesse avuto internet, forse non avrebbe intitolato il suo primo romanzo Una vita, dovendo poi rispondere per tutta la vita alle domande di chi gli chiedeva che rapporto ci fosse tra la sua opera e quella, omonima, di Guy de Maupassant (Une vie, del 1883). Accertarsi che non esistano già altre pubblicazioni con lo stesso titolo scelto per la propria può risparmiare qualche seccatura, a meno che non ci sia un preciso intento (polemico o umoristico) per citare il precedente, riagganciandosi. Per evitare fraintendimenti, quindi, una rapida ricerca su Google e su Amazon può essere utile.

More than one choice
In un momento fondamentale come quello in cui si decide il titolo di un'opera è importante non sentirsi vincolati e disporre di diverse scelte. Affezionarsi al primo che viene in mente non è quasi mai una buona idea, anche perché è probabile che la prima soluzione sia anche la più banale. Meglio stendere una lista di almeno quattro o cinque titoli differenti, concedendosi di guardare la creatura letteraria da diversi punti di vista. Non è da escludere, poi, un breve sondaggio tra persone fidate, cercando di fare una specie di indagine di mercato preliminare per capire quale scelta tenere in considerazione e quale bocciare.

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Don't sabotage your plot
Sembrerà un consiglio superfluo, ma è fondamentale che il vostro titolo non rovini la storia che il lettore si appresta a leggere. Ovviamente il titolo di un giallo non può essere qualcosa come "I segreti inconfessabili del maggiordomo", altrimenti addio sorpresa. Può essere poco efficace, inoltre, anche scegliere di trasportare la prima frase della storia in copertina, specie se si punta a un incipit di un certo effetto.

Precise nouns and active verbs
Non è da escludere che in qualche laboratorio ci siano dei ricercatori chini sui computer alla ricerca dell'algoritmo del titolo perfetto e che, se una formula è stata scoperta, difficilmente i comuni mortali potranno averla. Ci si può comunque arrangiare con un po' di buon senso misto a furbizia. C'è chi crede che i titoli di tre parole battezzino un best seller sicuro, mentre altri pensano che i titoli lunghi stuzzichino maggiormente la curiosità del lettore. Senza dover per forza sposare l'una o l'altra teoria, adoperando un nome preciso (magari del protagonista) e dei verbi attivi sarà difficile compiere sbagli clamorosi.

Does it still matching with the story?
Di solito è opportuno che il titolo sia scelto in modo definitivo dopo. Per carità, non c'è niente di male ad avere già in mente qualche idea prima o durante la stesura, ma è bene che non si facciano forzature sulla storia, intestardendosi. Se arrivate alla parola fine con un titolo già deciso, dovete fare un atto di onestà intellettuale e domandarvi: va ancora bene? Una volta terminata la scrittura, infatti, non è detto che vi ritroverete esattamente dove avevate previsto. E il bello è proprio questo. L'immaginazione e la scrittura prendono strade impreviste, quindi sarà obbligatorio sincerarsi che il titolo continui a corrispondere in modo perfetto al contenuto e che non ci siano crisi di rigetto.



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