martedì 8 luglio 2014

Consigli di... scrittori: Charles Bukowski


Charles Bukowski non è soltanto uno scrittore estremo. Estrema è la stessa esperienza di lettura delle sue opere, che lasciano poco spazio ai dubbi. Leggendo un suo romanzo, un racconto o una poesia non si può rimanere  indifferenti. nel bene o nel male avere a che fare con lui provoca una reazione totale, che permette di prendere posizione in modo netto. Questa densità caratterizza la sua scrittura, il suo immaginario, la sua stessa biografia e, necessariamente, la lettura dei suoi testi. Cerchiamo dunque di capire, ascoltando direttamente le sue parole, come intendeva la scrittura e il mestiere di scrittore, estrapolandone consigli che, in ogni caso, saranno preziosi.

Writers are desperate people
Scrittura e disperazione sono legate da un vincolo inscindibile, quasi non potessero esserci i materiali o le fondamenta esistenziali per tenere una penna in mano, senza essere disperati. "Gli scrittori sono persone disperate e quando smettono di essere disperati, smettono di essere scrittori."

You sit down and it’s something that happens, or it may not happen
Dissacrare e alleggerire l'alone di mistero che avvolge la pratica della scrittura, senza necessariamente banalizzare, può servire a far emergere in tutta la sua naturalezza quello che per certi versi può essere considerato un piccolo miracolo quotidiano. "Scrivere non è qualcosa che sai come fare. Ti siedi ed è qualcosa che succede, o non succede. Perciò, si può insegnare a qualcuno come scrivere? Va al di là delle mie capacità, perché tu stesso non sai se sei capace di farlo."

Don't try
A chi un giorno gli chiese come facesse a scrivere, Bukowski rispose con una frase divenuta celebre, una specie di testamento spirituale che non a caso è inciso sulla sua lapide. "Non provi. È molto importante: non provare, né per le Cadillac, né per la creazione o per l'immortalità. Aspetti, e se non succede niente, aspetti ancora un po'. È come un insetto in cima al muro. Aspetti che venga verso di te. Quando si avvicina abbastanza, lo raggiungi, lo schiacci e lo uccidi. O se ti piace il suo aspetto ne fai un animale domestico."


corso di scrittura roma

Write about a writer's block
Spesso si perde molto tempo a parlare di come affrontare il famigerato e temuto blocco dello scrittore. Forse l'ostacolo non è altro che un alibi, uno spauracchio, o una controfigura a cui addossare le responsabilità. Eppure lo stesso blocco può essere fonte di ispirazione, dato che "scrivere del blocco dello scrittore è meglio che non scrivere affatto."

If you’re doing it for money or fame, don’t do it
Nella celebre poesia E così vorresti fare lo scrittore, Bukowski si rivolge direttamente a chi ha la pretesa, o la presunzione, di potersi esprimere attraverso la scrittura. In un capolavoro di onestà, cinismo e asciuttezza, l'autore smonta uno dopo l'altro i principali luoghi comuni. "Se lo fai solo per soldi o per fama, non farlo, se lo fai perché vuoi delle donne nel letto, non farlo. [...] se prima devi leggerlo a tua moglie o alla tua ragazza o al tuo ragazzo o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno, non sei pronto."

The writer thought he was great
La semplice attività dello scrivere, dicevamo, implica un'enorme presunzione. Scrivendo, si ritiene automaticamente che il nostro pensiero sia abbastanza importante da dover essere messo nero su bianco e, allo stesso tempo, si ritiene che esso sia abbastanza importante da dover attrarre l'attenzione di un'altra persona. La scrittura, dunque, si fonda sulla presunzione e il riscontro (o il mancato riscontro) del pubblico può spesso dare luogo a deformazioni. In merito ai risultati in termini di vendite, Bukowski dice: "Se quello che uno scrittore ha scritto è stato pubblicato e ha venduto molte, molte copie, lo scrittore pensava che fosse fantastico. Se quello che uno scrittore ha scritto e pubblicato ha venduto un numero medio di copie, lo scrittore pensava che fosse fantastico. Se quello che uno scrittore ha scritto e pubblicato ha venduto pochissime copie, lo scrittore pensava che fosse fantastico. Se ciò che lo scrittore ha scritto non è mai stato pubblicato e lui non aveva abbastanza soldi per pubblicarlo da sé, allora lo scrittore pensava che era veramente grande. La verità, tuttavia, è che di grande c'era ben poco. Era quasi inesistente, invisibile."


Nessun commento:

Posta un commento