venerdì 11 luglio 2014

Alla scoperta di… Gian Dauli, una vita per i libri

Per la scoperta di questa settimana, vogliamo parlarvi di un pioniere dell'editoria italiana. Un uomo che ha fatto dei libri una ragione di vita, contro tutte le avversità, e senza il quale probabilmente i mestieri editoriali nel nostro paese avrebbero avuto destini diversi, e forse non avremmo avuto personalità come Pavese, Vittorini o Calvino.

Gian Dauli, nome d'arte di Giuseppe Ugo Virginio Quarto Nalato, nacque a Vicenza nel 1884. Terminati gli studi, deludendo la famiglia borghese che ne voleva fare un banchiere o un industriale, si dà al giornalismo e parte per l'Inghilterra come corrispondente l'Adriatico. Resta a Liverpool per tre anni, impara la lingua ma soprattutto entra in contatto con la letteratura anglo-americana di inizio Novecento, scoprendo tra gli altri Joseph Conrad, Jack London, George Bernard Shaw e William Butler Yeats. Tornato in Italia, fonda alcune riviste anglofone e, quando la famiglia viene colpita da un rovescio finanziario, decide di fare dell'editoria la sua vita. Sposa a Roma la traduttrice inglese Edith Cooper, si dà da fare per diffondere in Italia le opere di Yeats, raggruppa attorno a sé personalità come Pirandello, Tozzi e Marinetti e comincia a scrivere romanzi. L'attività viene interrotta dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, a cui Dauli partecipa e in cui viene ferito.

Terminata la Grande Guerra, pubblica i suoi primi romanzi e avvia una fortunata attività di traduttore grazie alla quale è il primo a portare in Italia la saga dei Forsythe del futuro premio Nobel John Galsworthy, le opere di Gilbert Keith Chesterton e di London.

corso di scrittura roma

All'inizio degli anni '20 diventa direttore editoriale di Modernissima, casa editrice all'epoca tra le più diffuse in Italia. È qui che Dauli si specializza nella letteratura straniera formando un catalogo per il periodo assolutamente stellare. Questo non può che portargli guai con il regime fascista, che non vedeva di buon occhio la narrativa esterofila.

Modernissima però fallisce, ma Dauli non si dà per vinto e prima si reinventa agente letterario, poi fonda due case editrici, Delta e Dauliana, in cui tra l'altro pubblica (primo in Italia) autori sudamericani. Dauli però non è un imprenditore, e ben presto deve chiedere aiuto a Corbaccio di Enrico Dall'Oglio, che rileva le collane di narrativa straniera lasciandogli la direzione editoriale.

Nel 1934 i rapporti con Dall'Oglio si rompono ma Dauli di nuovo non si dà per vinto e inizia l'ennesima avventura editoriale: si mette in società con lo stampatore Andrea Lucchi, specializzato nella vendita ambulante di libri, e fonda la casa editrice Aurora. Dauli e Lucchi devono fare i conti con l'ostilità della federazione degli editori e del fascismo, che censura praticamente tutti i libri di Dauli. Nel 1941 la mancanza di carta fa chiudere Aurora, ma intanto Dauli ha formato una generazione di editor e traduttori.

Nonostante i fallimenti e la guerra, Dauli progetta una nuova avventura, rifondando Modernissima, che però dura solo poche uscite. Il 29 dicembre 1945 si spegne a Milano, a pochi passi dalla casa editrice Lucchi.


Nessun commento:

Posta un commento