venerdì 18 luglio 2014

Alla scoperta di… Augusto De Angelis

Ricorre oggi il 70esimo anniversario della morte di Augusto De Angelis, e cogliamo l'occasione per ricordare la figura di uno dei primi giallisti italiani.

Nato a Roma nel 1888, De Angelis inizia giovanissimo l'attività giornalistica, ma dagli anni '20 si dedica alla scrittura saggistica e alla traduzione (come traduttore dal francese porterà in Italia opere di Paul Adam e Robert Boucard.

Esordisce nella narrativa nel 1930, con il romanzo Robin agente segreto, esplicitamente ispirato a L'agente segreto di Joseph Conrad. Passano cinque anni prima che De Angelis torni alla scrittura, e nel 1935 lo fa creando il personaggio del commissario De Vincenzi, della squadra mobile di Milano. Probabilmente influenzato dalle inchieste del commissario Maigret, i cui primi romanzi avevano cominciato a uscire in quegli anni in Francia, De Angelis crea un personaggio diversissimo dal classico detective di stampo anglosassone, un funzionario di polizia come tanti altri, senza particolari doti se non una grandissima umanità. Pur riprendendo alcuni stilemi presenti nei romanzi di Simenon, De Angelis riesce a tratteggiare un protagonista originale e riuscito (con una Milano grigia e misteriosa come sfondo) che ottiene subito un buon successo di pubblico e critica.

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De Angelis deve però fare i conti con l'ostilità del regime fascista, che non vede di buon occhio il romanzo giallo in generale (e chiude la collana del Giallo Mondadori) e in particolare i romanzi dello scrittore romano, che pur aderendo formalmente alle linee guida del regime (i colpevoli non devono mai essere italiani, meglio se anglosassoni o ebrei) di fatto le stravolge, in particolare prendendo le parti dei personaggi ebrei e utilizzando le trame per una critica quasi esplicita del fascismo.

Scoppiata la guerra, De Angelis scrive articoli per la Gazzetta del Popolo e viene arrestato per antifascismo nel 1943. Viene rilasciato un anno dopo, fortemente debilitato dai maltrattamenti e dalle sevizie subite in carcere. Poche settimane dopo il rilascio, trasferitosi sul lago di Como, si imbatte in un repubblichino che lo aggredisce a calci e pugni. De Angelis muore pochi giorni dopo per le conseguenze del pestaggio.

Dimenticato per più di vent'anni dopo la morte, il giallista viene riscoperto negli anni '60 al grande Oreste del Buono, che fa ripubblicare da Feltrinelli alcuni suoi romanzi. Nel 1974 è la Rai a riscoprirlo, producendo due stagioni dello sceneggiato Le inchieste del commissario De Vincenzi, con Paolo Stoppa nel ruolo del protagonista. Dopo altri anni di dimenticatoio, a partire dal 2004 Sellerio ha iniziato l'opera di ripubblicazione di tutte le inchieste di De Vincenzi.

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