giovedì 5 giugno 2014

In redazione: intervista a Giulia Zavagna (Edizioni SUR)




Per la nostra rubrica "In redazione" abbiamo intervistato Giulia Zavagna, caporedattrice di Edizioni SUR e traduttrice, per parlare insieme a lei di editoria, traduzione e letteratura latinoamericana.

Per cominciare, spiegaci com'è nata Edizioni SUR, cosa pubblica e perché.

SUR è una piccola casa editrice indipendente nata ufficialmente nel 2011 e specializzata nella letteratura latinoamericana, un territorio letterario molto ampio e non del tutto esplorato in Italia. Fu soprattutto il noto “boom” degli anni Sessanta a far arrivare la letteratura latinoamericana anche in Europa, e agli anni Settanta risale infatti la maggior parte delle traduzioni di autori di quelle latitudini, ospitati nelle collane di narrativa straniera di grandi editori come Feltrinelli, Bompiani e Garzanti. Anche il nostro progetto grafico si rifà a quegli anni. Se si pensa a I sette pazzi di Roberto Arlt pubblicato nella Narrativa Straniera di Bompiani, si riconosce lo stesso concetto che riproponiamo oggi con i nostri volumi: copertina rigida, colori accesi e tanto spazio a titolo e autore: l’idea è quella di richiamare un certo tipo di editoria di qualità, tanto nei contenuti che nella forma. Per una casa editrice piccola come la nostra, inoltre, la specializzazione è di grande aiuto, poiché permette di creare un’identità forte. La nostra ricerca segue due “percorsi" principali: la riscoperta dei classici moderni dimenticati o finiti fuori catalogo e la ricerca dei nuovi autori contemporanei.


consulenza gratuita per autori


Edizioni SUR ha fatto delle scelte particolari anche in merito alla distribuzione.

Esatto. Per quanto riguarda le librerie indipendenti, SUR non si appoggia a nessun distributore. Cerchiamo il contatto diretto con i librai, promuovendo noi stessi i titoli da proporre e da inviare. Per le catene e la vendita online, invece, ci affidiamo a Messaggerie. La scelta dipende da una serie di motivi. I piccoli editori hanno un peso diverso rispetto ai grandi marchi editoriali e spesso si ritrovano a dover pagare promotori e distributori senza trarne grandi benefici (in pratica, è difficile che il titolo di un editore poco noto ottenga la stessa visibilità e la stessa distribuzione di un titolo edito da un grande editore). Laddove possibile, dunque, preferiamo attivarci direttamente per rendere i nostri volumi disponibili nelle librerie indipendenti, dove il dialogo con i librai può avvenire senza mediatori. È anche un modo per andare incontro agli stessi librai, proponendo loro due diverse strade per ordinare i titoli SUR (qui i dettagli). Lo consideriamo un modo per intervenire a favore di un risanamento della filiera editoriale e speriamo che questo modello possa essere apprezzato e sposato anche da altre case editrici.

Un'altra iniziativa che ci ha incuriosito è quella della "SponSURizzazione". Che vuol dire diventare uno SponSUR?

Diciamo che possiamo definirlo come una sorta di crowdfunding. In generale, cerchiamo di dedicare la stessa attenzione a ogni nostro singolo titolo, e invitiamo i lettori, le librerie o eventuali associazioni a diventare promotori di quel libro, permettendone fisicamente la pubblicazione attraverso l'acquisto di un quantitativo di copie a prezzo scontato. Se l'acquisto avviene prima della pubblicazione, il nome dello SponSUR viene inserito nei ringraziamenti/titoli di coda che si trovano nelle pagine finali di tutti i nostri volumi o sul sito della casa editrice qualora si decidesse di diventare SponSUR di un libro già pubblicato. Attraverso il coinvolgimento dei "padrini" e delle "madrine" dei titoli in catalogo, cerchiamo di stabilire un dialogo con i nostri lettori, un rapporto diretto e privilegiato che per una realtà specializzata come la nostra, dove il passaparola è preziosissimo, diventa senza dubbio basilare.

Come si svolge il tuo lavoro? Hai una giornata tipo?

Il mio lavoro è costituito da due ambiti principali. La parte redazionale è il classico lavoro su cui si basa ogni casa editrice e comprende l’impaginazione dei testi, la correzione di bozze e spesso la revisione delle traduzioni. Teniamo molto al lavoro sul testo in ogni sua fase, per cui ci avvaliamo anche di collaboratori esterni. L'altra parte, invece, è dedicata alla comunicazione, quindi alla gestione dei social network e alla cura del blog, che coordino insieme a Raul Schenardi. Il blog è molto importante per quanto riguarda l'approfondimento sugli autori e sulle opere, con contributi originali, interviste e quant'altro: mi trovo a paragonarli ai contenuti speciali dei dvd, per le informazioni extra che forniscono al lettore prima, dopo o perché no, durante la lettura. Come ho già detto, infatti, SUR con il suo catalogo – e con il blog – vorrebbe fornire ai lettori appassionati di letteratura latinoamericana una proposta ricca, variegata e completa sotto tutti i punti di vista: non trattiamo infatti solo i nostri autori, ma cerchiamo più che altro di fornire contenuti di qualità, a cadenza quasi giornaliera, per accompagnare i lettori. Curare i contenuti del blog è stimolante proprio per questo.

Tu ti occupi anche di traduzione. Come hai cominciato? Hai qualche consiglio da dare a chi è interessato a lavorare nel mondo dell'editoria?

Sì, sono di formazione ispanista e traduttrice: all’Università devo molto, soprattutto in termini di letture, ma mi trovo costretta a dire che per lavorare in editoria questo non basta. Mi spiego: cominciando a lavorare in questo settore ci si rende conto, fin dalle prime esperienze, che è necessaria una certa pratica sul campo, non solo in termini di competenze pratiche, ma anche teoriche. È infatti indispensabile conoscere l’editoria in sé, come funziona una casa editrice, quante ne esistono, in cosa sono specializzate e perché. Proprio per questo il consiglio principale che mi sento di dare è di essere sempre curiosi e di mantenersi informati su ciò che succede lungo tutta la filiera. Non si può per esempio fare il traduttore senza sapere cosa succede al nostro testo una volta che l’abbiamo consegnato, è quindi consigliabile avere ben chiari tutti i ruoli e tutte le fasi della pubblicazione di un libro, anche quando apparentemente non riguardano ciò che ci interessa o di cui ci stiamo occupando in prima persona.

In merito al lavoro dei traduttori ci sono spesso molte polemiche e questioni aperte, ad esempio riguardo al riconoscimento della professione e ai compensi...

Premetto che ritengo fondate queste polemiche e che sono senz'altro d'accordo sul fatto che un traduttore meriti il giusto riconoscimento, sia in termini di visibilità sia in termini economici (il problema dei compensi è reale, visto che le cifre italiane non sono equiparabili a quelle di nessun altro Paese europeo). I traduttori, per una casa editrice come SUR che pubblica esclusivamente titoli tradotti, sono fondamentali. Noi, perciò, cerchiamo di dar loro il giusto riconoscimento e ci piace renderli parte attiva del lavoro, coinvolgendoli negli eventi e nelle presentazioni dei titoli a cui lavorano e accogliendo le loro segnalazioni.
Detto ciò, da traduttrice credo che continuare a lamentarsi delle solite difficoltà serva a poco. Forse bisognerebbe pensare a modi più interessanti e pratici per occuparsi dei problemi legati al lavoro di traduzione; discutere nel merito e non considerare solo gli aspetti negativi della professione. In questo senso, oltre agli incontri specifici dedicati agli addetti ai lavori, che sono decisamente utili e in crescita, sono convinta che iniziative come quella della rassegna l'Autore Invisibile, curata da Ilide Carmignani nell'ambito del Salone del Libro di Torino, siano fondamentali: si tratta di incontri rivolti anche a un pubblico più ampio, in cui l’attenzione è tutta sui libri, sugli autori e sul lavoro di traduzione in sé, permettendo una maggiore chiarezza e sensibilizzazione, senza scadere nelle polemiche. Sono semplicemente convinta che ogni settore abbia, soprattutto in questo momento, problemi e criticità innegabili, ma ancora non voglio credere che siano tali da farci disamorare del nostro mestiere.

Per chiudere l'intervista, vuoi darci qualche anticipazione sui prossimi progetti di SUR?

Nell’ultimo anno abbiamo deciso di aumentare un po’ la produzione: dai quattro titoli usciti nel 2013, arriveremo quest’anno a dodici pubblicazioni (di cui sei già in libreria e sei in uscita nei prossimi mesi). Per fare qualche anticipazione, posso preannunciarti la tripletta di fine agosto, tutta argentina: in occasione del centenario dell’autore uscirà Chi scrive i nostri libri, il secondo volume dell'epistolario di Julio Cortázar, stavolta dedicato alla sua corrispondenza editoriale, accompagnato da Storia del denaro di Alan Pauls, terzo volume di una sorta di trilogia dedicata agli anni Settanta in Argentina, e infine da Scrittore fallito di Roberto Arlt, una raccolta di racconti, di cui la maggior parte inediti in Italia, proposta e curata da Raul Schenardi.

Un ringraziamento a Giulia Zavagna e un in bocca al lupo per tutti i progetti di Edizioni SUR.



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