giovedì 8 maggio 2014

Salone in diretta: Quando i libri vanno in rete





Presso Book to the future, area del salone principalmente dedicata alle nuove frontiere del digitale, e in particolare dell'ebook, si è appena concluso Quando i libri vanno in rete, l'evento dedicato all'utilizzo dei social network in qualità di nuovi luoghi di incontro per discutere di libri e letteratura. Ne ha discusso l'autrice dell'omonimo libro pubblicato da Editrice Bibliografica, nonché redattrice di Critica letteraria, Claudia consoli, insieme ad Alessandro Biggi di 20lines, Antonella Sbriccoli di Panorama e Simona Scravaglieri, blogger di Letture sconclusionate.

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Il tema della discussione, iniziata alle ore 16.00 (e conclusasi poco fa), può essere così riassunto: la rete come possibilità o come fitta ragnatela in cui perdersi facilmente; questi i due lati della stessa medaglia.  Di fronte allo spazio infinito e dispersivo della rete occorre trovare un nuovo modo di comunicare, più efficace e immediato, in modo che il libro oggetto della ricercata condivisione, alla quale solo i social network possono garantire una diffusione estrema, non rischi invece di perdersi, nascosto in un'infinità di libri posti in "scaffali digitali" senza fondo.

Claudia Consoli ha insistito sulla necessità di conoscere i linguaggi diversi dei diversi social su cui si intende parlare di libri. Che si tratti di Facebook, Twitter o Instagram, ogni social ha il suo modo di comunicare e i suoi utilizzatori devono essere bravi a intercettare tali linguaggi per riuscire, allo stesso tempo, a trovare un proprio modo di comunicare. Il fine non è impegnarsi in una missione impossibile. Non sarà Twitter a moltiplicare magicamente il numero dei lettori italiani. Attraverso questi nuovi strumenti, però, si può combattere la crisi della lettura.

È dello stesso parere anche il fondatore di 20lines, che da parte sua ha sottolineato la necessità per gli autori di diventare "imprenditori di se stessi". Antonella Sbriccoli ha poi chiarito che non è sufficiente il semplice utilizzo dei social network per rendere questi ultimi dei canali di vendita per i libri. Claudia Consoli ha aggiunto che la promozione non basta e che la ricetta vincente è lo storytelling, ovvero la capacità degli editori e degli utilizzatori dei social per far conoscere i libri, di raccontare delle storie, andare oltre la blanda pubblicità via tweet. C'è stata occasione, infine, per evidenziare il ruolo fondamentale della rete nel farsi conoscere e apprezzare all'interno del mondo dell'editoria, ad esempio come blogger. La possibilità di stringere contatti permette spesso di stabilire nuove conoscenze utili dal punto di vista professionale. 




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