giovedì 8 maggio 2014

Salone in diretta: Lavorare nell'editoria oggi




Si è tenuto oggi presso la Sala Professionale dell'area Officina. Editoria di progetto, a partire dalle ore 12, l'incontro inaugurale dell'interessante ciclo Seminari di traduzione organizzato quest'anno dal Salone del Libro di Torino insieme a l'AutoreInvisibile. Lavorare nell'editoria oggi il titolo scelto per questo evento che ha avviato il confronto tra importanti addetti ai lavori nel campo della traduzione, sottolineandone ancora una volta la rilevanza e le eventuali prospettive per chi si avvicina, per la prima volta, al mondo dell'editoria.



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A dibattere importanti nomi come quello di Rossella Bernascone (traduttrice di lingua inglese per Einaudi, Frassinelli, Rizzoli e Bompiani); Luisa Capelli (direttrice editoriale di Maltemi Editore); la traduttrice di autori come Bolaño, Borges, García Márquez, Neruda, Sepúlveda, Ilide Carmignani; Richard Dixon (traduttore dall'italiano all'inglese delle opere di Roberto Calasso e Umberto Eco); Marina Morpurgo (giornalista, traduttrice e autrice di libri per ragazzi). 

Uno sguardo alla traduzione, in questo incontro, sotto la lente essenziale, pragmatica, del lavoro nell'editoria di oggi, un oggi globalizzato, il quale con maggior forza richiede un'ibridazione di linguaggi e mondi che salvaguardino l'universalità dell'opera da diffondere, superando differenze e barriere linguistiche. Nel quadro d'insieme dipinto dagli ospiti di questo primo incontro, la traduzione come mestiere va assumendo, e a ragione, un ruolo progressivamente più centrale, a dimostrazione dell'intensificazione costante degli scambi culturali all'interno della società odierna, della quale la produzione editoriale – con la sua mole di traduzioni – potrebbe considerarsi lo specchio più autentico.

Rispetto a qualche decennio fa, la realtà editoriale può dirsi quasi stravolta. Tale stravolgimento è motivato anzitutto dalla crescita esponenziale delle pubblicazioni annue, che ha comportato obbligatoriamente un aumento del lavoro per i traduttori e un aumento dei traduttori stessi, con immaginabili conseguenze sui profitti che questa professione garantisce. La precarietà del ruolo del traduttore è un argomento su cui si torna spesso, e con toni quasi sempre pessimistici. In realtà il presente non è tutto nero. Nell'era del digitale, infatti, per i traduttori si aprono nuove possibilità. Grazie al self-publishing, ad esempio, è il rapporto stesso tra traduttore e autore a cambiare, divenendo più diretto e cooperativo e, forse, anche più stimolante.





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