martedì 13 maggio 2014

Salone del Libro di Torino 2014: il resoconto





Si è concluso ieri il Salone del Libro di Torino. Tirando le somme, l'edizione del 2014 sembra testimoniare una situazione ben diversa da quella che siamo abituati a conoscere. La crisi dell'editoria e della lettura, almeno in apparenza, rimane fuori dal Lingotto Fiere, dove dall'8 al 12 maggio si sono registrati quasi 340mila ingressi, il 3% in più rispetto alla passata edizione. Maggiori anche le vendite, grazie alle quali gli editori hanno ritrovato il sorriso, almeno in questi giorni di fiera.

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Nell'Italia senza lettori, al Salone del Libro di Torino si vedono code interminabili agli ingressi e padiglioni affollatissimi. Il programma propone eventi e incontri per tutti i gusti, seminari e presentazioni a un ritmo serrato che hanno impegnato non poco sia i visitatori, sia gli espositori e gli organizzatori. La "macchina", però, sembra aver funzionato a dovere, e poiché la fiera è, oltre a un momento di esaltazione della lettura e della cultura, anche un'occasione per gli editori di proporre e vendere i propri titoli, la nota più positiva riguarda soprattutto le vendite, che in questa edizione vantano un incremento tra il 10 e il 20%.

Su Repubblica si parla non a caso di "controtendenza" rispetto ai dati nazionali, che ci raccontano di librerie vuote o chiuse, di editori sul lastrico e di editoria come settore della precarietà. Il Salone inverte la rotta, per cinque giorni, dando un po' più di speranza a chi ama i libri e ne fa il proprio lavoro. Certo, non ci si può illudere che basti la fiera torinese a cambiare le carte in tavola. La situazione è e resta preoccupante, se non drammatica, per il settore.

Tanta partecipazione, però, può senz'altro dare un messaggio incoraggiante, quanto meno per ricordare ciò che è possibile, quello a cui si potrebbe arrivare impegnandosi a valorizzare una realtà, quella dei libri e delle case editrici, che in questo Paese è più che vivida, come dimostrato al Salone. Bisognerebbe soltanto darle occasione di esprimersi come merita.


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