martedì 27 maggio 2014

In & Out: presentare un manoscritto in casa editrice





A volte anche le rubriche ritornano. Oggi è il turno di In & Out, lo spin-off dei Five Tips che fa tremare tutti gli stereotipi promuovendo o bocciando le numerose tendenze che circolano nell'ambito della scrittura. Proviamo a vedere cosa è In e cosa è Out in una lettera di presentazione da inviare a un agente o a una casa editrice.


"Caro Agente Letterario..." - A nessuno piace avere la sensazione di non essere speciale. Siete scrittori e tra di voi c'è, presumibilmente, qualcuno che si sente molto speciale, al punto da meritare l'attenzione dei lettori, degli agenti letterari, degli editori e del mondo intero. Bene, sappiate che anche agli agenti, agli editor e agli editori piace sentirsi speciali, o perlomeno non piace di certo ricevere proposte da chi non sa nulla del loro lavoro. Scrivere lettere generiche e spedirle a elenchi di indirizzi senza alcuna distinzione è Out, perché si ha a che fare con delle persone, e ogni persona è diversa da un'altra.

Segnalare la propria presenza online - Se avete un blog molto visitato e vivacemente commentato, se i vostri tweet sono letti da un bel po' di follower e se la vostra pagina Facebook raccoglie un sostanzioso numero di mi piace, farlo presente nella vostra lettera sarà senz'altro In. Non dovrete darvi delle arie, per carità, ma far presente a chi deve investire su di voi che avete già un buon seguito sulla rete può invogliarli a puntare sul vostro lavoro.

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Essere arroganti - Suvvia, Out! È superfluo ricordare che gli sbruffoni non piacciono a nessuno. Farcire la vostra lettera di presentazione di autocompiacimento e di dettagli riguardo a tutti i premi letterari a cui avete partecipato con successo vi farà sembrare più dei palloni gonfiati che degli autori di successo. Un'email dove l'autore parla della propria proposta scrivendo frasi del tipo "il mio romanzo ha tutte le carte in regola per diventare un best-seller" è, con ogni probabilità, una delle prime a finire nel cestino.

Una sola pagina - Non esistono regole ferree, ma dover leggere una lettera di presentazione che già a prima vista dà l'impressione di essere concisa e completa non può che essere In. Se riuscite a far entrare in un'unica pagina una decente spiegazione del perché avete scelto proprio quell'editore o quell'agente insieme a un'altrettanto chiara sinossi dell'opera con acclusa una breve spiegazione di chi siete e cosa volete, be', l'obiettivo principale della vostra lettera sarà raggiunto con successo. C'è una sottile ma determinante linea di demarcazione tra la sintesi e l'approssimazione. Se sarete in grado di essere sintetici senza sembrare approssimativi, le possibilità di fare colpo sul vostro interlocutore aumenteranno.


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