martedì 6 maggio 2014

5 tips: correggere, modificare, riscrivere




Dopo i consigli di Zadie Smith, tornano i nostri Five Tips, la rubrica in cui selezioniamo per gli aspiranti scrittori i suggerimenti più utili riguardo alla scrittura. Oggi affronteremo un tema molto delicato, ovvero l'editing. Prima degli editor e degli agenti letterari, sarete voi a dover rimettere mano su quello che avete creato. La riscrittura è inevitabile, quindi è meglio farsene una ragione e cercare di capire come lavorare nel modo più fruttuoso.

Read over and over
Scrivete, quindi leggete, rileggete, rileggete e rileggete. Non c'è fretta di proporre la vostra opera agli editori, dal momento che gli scrittori da pubblicare non mancano. Avete tutto il tempo che vi serve per rileggervi con calma e affrontare di volta in volta tutti i problemi che fioriranno, quasi per magia, nel momento in cui tornerete su ciò che avete scritto. Ed è meglio che siate voi a fronteggiare questi problemi, anziché l'editor che deve decidere se pubblicarvi o meno.

Take a break
Questo è un consiglio ripetuto da diversi scrittori e professionisti della scrittura, quindi c'è da fidarsi. Correggere a caldo un'opera non è mai una buona idea. Stephen King in On Writing suggerisce di far passare sei settimane tra la prima e la seconda stesura, magari dedicandosi ad altro nel frattempo. Che siano sei, sette o venti settimane, l'importante è che ci sia uno stacco tra il momento della creazione e quello della rilettura. Se provate a modificare quello che avete scritto il giorno dopo la parola "fine", sarete o troppo spietati o troppo benevoli.

When in doubt, cut it out
Ecco una frase da scrivere a caratteri cubitali sul muro del vostro studio, o su un post-it da tenere sempre attaccato allo schermo del computer. Se davanti a una parola, a una frase, a una battuta o a una scena intera provate una certa perplessità e vi viene il dubbio che possa essere omessa o modificata, be', probabilmente dovete ometterla o modificarla. Se suona male a voi, c'è una buona possibilità che suoni male anche al lettore.


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Don't edit your work to death
D'accordo leggere e rileggere e scrivere e riscrivere, ma tentate di non confondere il mezzo con lo scopo. La riscrittura è il mezzo, lo scopo è pubblicare. Farsi prendere la mano dalle correzioni non è così difficile e si rischia impantanarsi in feroci campagne di editing, labirinti tratteggiati a penna rossa in cui dimenticherete dove siete entrati e dove si esce. Quando sarà il momento di interrompere la riscrittura, lo sentirete. Poco conta se questo momento arriverà alla seconda o alla quarantesima stesura. L'importante è capire che il processo di riscrittura non è eterno: può durare anni, ma deve avere una fine.

Choose a trusted friend
Pensavate che la vera fatica fosse far uscire l'opera dalla vostra mente, invece vi siete accorti, sperimentandolo sulla vostra pelle, che riscrivere è un'operazione ardua, forse ancora di più della prima stesura. Bene, ora che credete di aver terminato la fase delle modifiche, potete sottoporre la creatura a qualcun altro. Scegliete una persona di cui vi fidate e che sarà sincera al cento per cento, all'occorrenza anche cattiva, e dategli il manufatto. Anche la sua lettura fa parte della riscrittura.


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