venerdì 4 aprile 2014

Bookabook, il crowdfunding del libro




Se seguite con attenzione le novità del web e dei social media, avrete sicuramente già sentito parlare di crowdfunding, la forma di micro-finanziamento collettivo per sostenere iniziative di ogni tipo. La novità è che negli ultimi tempi il concetto è stato applicato anche al mondo dell'editoria. Mercoledì, infatti, è stata presentata a Milano Bookabook (www.bookabook.it), la prima piattaforma italiana di crowdfunding dedicata interamente al libro. L'obiettivo è semplice: creare una community di lettori che possa partecipare collettivamente alla pubblicazione digitale di un romanzo, ma anche di un saggio o di un racconto. Come funziona? Ogni mese viene proposta sul sito l'anteprima di tre inediti di autori esordienti o già affermati. Ogni autore ha a disposizione un mese per raccogliere i contributi dei lettori, che partono da un minimo di tre euro. La somma finale per vedere pubblicato l'e-book ammonta a 4.000 euro, ma esistono degli step intermedi in cui vengono resi pubblici ulteriori capitoli del libro e distribuiti premi ai lettori che hanno contribuito (taccuini e borse personalizzate, copie cartacee, ecc.). Se il progetto non raggiunge la quota richiesta, la somma investita viene restituita. In caso di successo, invece, i lettori riceveranno il libro in formato digitale. All'autore andrà tra il 25 e il 50% della cifra raccolta, il resto alla piattaforma.

Il sito è solo all'inizio, e per ora è presente un unico libro: Solovki di Claudio Giunta, professore all'Università di Trento.

consulenza gratuita per autori



Gli ideatori della coraggiosa iniziativa sono tre italiani e una francese: Marco Vigevani, Claire Sabatié Garat, Emanuela Furiosi e Tomaso Greco, i quali selezionano autori e contenuti. Nelle loro intenzioni, Bookabook non sarà solo un mezzo per la raccolta fondi, ma punta a creare una community in cui i lettori potranno dialogare tra di loro e con gli stessi autori. E per chi se lo stesse chiedendo, non si tratta di una strada alternativa alla pubblicazione tradizionale. Una volta portata a termine la campagna, infatti, gli autori potranno decidere se proseguire con il self-publishing o se presentare invece la propria opera a un editore. In quest'ultimo caso, l'esperienza sul sito potrebbe fornire informazioni utili alla casa editrice riguardo la possibile accoglienza del titolo e il tipo di pubblico a cui potersi rivolgere.

Negli Stati Uniti esistono già da alcuni mesi piattaforme analoghe come Unbound e Pubslush, che già sono riuscite a ritagliarsi un proprio spazio nel panorama editoriale e hanno permesso la pubblicazione di decine di titoli.

È ancora presto per sapere se un'iniziativa del genere possa avere successo anche nel nostro Paese. Quel che è certo è che, se l'editoria tradizionale ha perso nell'ultimo anno il 9% dei lettori, quella digitale è risultata in crescita del 17%.
Che siate autori in cerca di nuove strade o semplicemente lettori curiosi, dunque, Bookabook è sicuramente una novità interessante da tenere d'occhio nel prossimo futuro.

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