martedì 4 febbraio 2014

Consigli di… scrittori: i 50 consigli definitivi /2



Proseguiamo la carrellata non-stop di consigli di ogni tipo e di ogni epoca. Qui la prima parte

11. I would advise anyone who aspires to a writing career that before developing his talent he would be wise to develop a thick hide – Harper Lee. L'autrice de Il buio oltre la siepe invita chiunque voglia confrontarsi con la scrittura a farsi venire prima di tutto una "doppia pelle", per sopportare ferite e bruciature.

12. I love deadlines. I love the whooshing noise they make as they go by – Douglas Adams. Da un maestro del paradosso come l'autore di Guida galattica per gli autostoppisti non ci si poteva aspettare che un sovvertimento di quanto normalmente si può credere: la cosa migliore delle scadenze è quando scadono! Ma d'altronde non è l'unico modo di vedere la scrittura.

13. Writing a book is a horrible, exhausting struggle, like a long bout with some painful illness. One would never undertake such a thing if one were not driven on by some demon whom one can neither resist nor understand – George Orwell. Filosofia completamente opposta quella del creatore di 1984, per cui la scrittura è una lotta estenuante, che si può intraprendere solo per opera di qualche demone.

14. There is nothing to writing. All you do is sit down at a typewriter and bleed – Ernest Hemingway. Più o meno sulla stessa linea Hemingway, alla sua seconda apparizione in questa rubrica, che vede la scrittura né più né meno come l'atto di sanguinare.

15. No tears in the writer, no tears in the reader. No surprise in the writer, no surprise in the reader – Robert Frost. 

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16. emember: when people tell you something’s wrong or doesn’t work for them, they are almost always right. When they tell you exactly what they think is wrong and how to fix it, they are almost always wrong – Neil Gaiman. Il grande scrittore e sceneggiatore inglese dice una grande verità sui consigli che i giovani autori ricevono. Ed è anche un modo saggio di reagire alle critiche.

17. Imagine that you are dying. If you had a terminal disease would you finish this book? Why not? The thing that annoys this 10-weeks-to-live self is the thing that is wrong with the book. So change it. Stop arguing with yourself. Change it. See? Easy. And no one had to die – Anne Enright. L'autrice irlandese suggerisce un buon modo per vincere il blocco dello scrittore: se ci rimanessero dieci settimane da vivere, finiremmo il libro che stiamo scrivendo? E cosa cambieremmo? Non c'è bisogno che muoia qualcuno, basta darsi una mossa.

18. Here is a lesson in creative writing. First rule: Do not use semicolons. They are transvestite hermaphrodites representing absolutely nothing. All they do is show you’ve been to college – Kurt Vonnegut. Un consiglio che dividerà i lettori, soprattutto in un'epoca in cui c'è chi fa petizioni per salvare il punto e virgola. Ma Vonnegut è categorico, il punto e virgola e un ermafrodito che serve solo a mostrare che avete studiato, ma non serve assolutamente a nulla.

19. Literature was not born the day when a boy crying "wolf, wolf" came running out of the Neanderthal valley with a big gray wolf at his heels; literature was born on the day when a boy came crying "wolf, wolf" and there was no wolf behind him – Vladimir Nabokov. Più che un consiglio di scrittura, un pezzo di critica letteraria: la letteratura non è nata quando un ragazzino ha gridato "al lupo al lupo" ed era inseguito da un lupo, ma quando ha urlato "al lupo al lupo" e dietro di lui non c'era nessuno. E per concludere su una nota più leggera…

20. Don’t take anyone’s writing advice too seriously – Lev Grossman. Che d'altronde è anche la nostra filosofia, riguardo i consigli di scrittura.


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