giovedì 23 gennaio 2014

Il Giorno della Memoria: ricordare attraverso i libri



Ogni anno, il 27 gennaio, si rinnova il ricordo della Shoa e del dramma dei campi di concentramento e di sterminio nazisti. 
Tra le molte iniziative organizzate per celebrare il Giorno della Memoria, non mancano quelle editoriali: anche se i testimoni diretti dell'Olocausto vanno scomparendo, restano i loro libri a ricordarci di non dimenticare.

Il memoir più celebre e toccante su quegli anni resta senz'altro il Diario di Anne Frank: sulla scia di quella pubblicazione, Einaudi porta in libreria un'altra straordinaria testimonianza: Il diario di Helga. La testimonianza di una ragazza nei campi di Terezín e Auschwitz. Helga Weiss è un'ebrea ceca nata nel 1929 a Praga, dove vive ancora oggi, proprio nello stesso appartamento da cui venne strappata all'età di dodici anni. A differenza di Anne Frank, infatti, Helga è sopravvissuta, e il suo diario, iniziato nel 1938 dopo l'invasione nazista di Praga, è una lucida testimonianza, corredata di commoventi illustrazioni, della vita dei deportati: un pezzo di Storia visto attraverso gli occhi di un bambino.
Sempre per i tipi di Einaudi, tornano inoltre in libreria due titoli fondamentali: L'eredità di Auschwitz, di Georges Bensoussans, brillante saggio che oltre ad analizzare la Shoa come fatto storico ne analizza le ripercussioni sulla memoria della civiltà occidentale; e Auschwitz spiegato a mia figlia, di Annette Wievorka, che mostra tutta l'incredulità di chi non ha vissuto l'orrore in prima persona.

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Se c'è qualcosa che un libro può fare, è tramandare una testimonianza viva e indelebile, che costringe chi è venuto dopo a nuove riflessioni, spesso scomode, in questo caso dolorose. È quello che avviene leggendo Conversazione con Primo Levi di Ferdinando Camon, di recente ripubblicato da Guanda: l'importanza del confronto, del disaccordo anche, per approfondire i concetti di "colpa" e di "responsabilità", di cui spesso si abusa senza cognizione.

Non mancano, ovviamente, le ricostruzioni romanzesche: Il popolo che disse no, di Bo Lidegaard (Garzanti), per esempio, narra la storia dell'opposizione danese al nazismo, la storia di un esodo straordinario, che vide l'intero paese adoperarsi per proteggere, nascondere e aiutare gli ebrei danesi a sfuggire la persecuzione.

Infine, segnaliamo alcuni titoli di graphic novel e libri illustrati, capaci di raccontare anche la Storia con un'immediatezza e una semplicità rare. Per Rizzoli Lizard, sono appena usciti Jan Karski. L'uomo che scoprì l'Olocausto di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, la storia del partigiano polacco che nel 1943 denunciò a Roosevelt e a Churchill gli orrori della Shoa, e La seconda generazione di Michel Kichka, la struggente testimonianza dei figli dell'Olocausto. Uno splendido albo di Orecchio Acerbo racconta, anche ai più piccini, la storia dello scrittore polacco Bruno Schultz, vittima della Shoa, in Bruno. Il bambino che imparò a volare, con testi di Nadia Terranova e illustrazioni di Ofra Amit.

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