venerdì 7 febbraio 2014

Le detrazioni fiscali per i libri? Non esistono più



Poco meno di un mese fa, scrivevamo questo post per spiegare come dovevano funzionare le detrazioni fiscali per i libri, stabilite dal governo a fine 2013 e che sarebbero dovute partire dal 1 gennaio 2014. Usiamo il condizionale perché, come forse saprete, il bonus libri tanto strombazzato dal governo è sparito grazie a un emendamento (per la cronaca, presentato dall'esponente Pd Marco Causi), che trasforma il bonus libri in un bonus per i librai.

Come funziona questa nuova agevolazione? A meno di nuovi passi indietro, si tratta di un'iniziativa rivolta esclusivamente agli studenti delle scuole superiori, pubbliche o parificate. Gli studenti, dopo aver ricevuto un ticket dal dirigente scolastico, potranno andare nelle librerie aderenti al progetto ricevendo uno sconto del 19% sui libri. A loro volta, i librai beneficeranno di un credito d'imposta del 19%. L'ammontare del singolo voucher dovrà però essere determinato dal ministero dell'Istruzione, di concerto con quello dello Sviluppo economico, sulla base della popolazione studentesca dell'anno 2014-2015.



Al di là delle considerazioni meramente politiche sull'interesse che i nostri governanti hanno per la cultura, e sul modo in cui si è pubblicizzato l'annuncio del bonus salvo poi cancellarlo in gran segreto, vale la pena ragionare a sangue freddo ed evitare la facile rabbia populista. Come avevamo spiegato nel post originario – che lasciamo qui sotto a beneficio di archivio – il bonus libri presentava diversi punti critici, il più grave dei quali era certamente la mancanza di copertura sufficiente per garantire un'effettiva detrazione ai lettori. Con le cifre di cui si era parlato, il rischio era che potessero usufruirne solo i primi che a gennaio andavano a comprare libri e si facevano fare la fattura.

Senza contare poi i problemi logistici, tipo la necessità per i librai di dotarsi di sistemi per emettere scontrini "personalizzati" tali da permettere la detrazione, senza necessità di emettere fattura ogni volta. Non è da escludere che ci siano anche pressioni della categoria dietro l'emendamento che ha fatto piazza pulita. Perciò, cerchiamo di guardare il lato positivo: magari questo nuovo bonus funzionerà, e allora è meglio accontentarsi di un'iniziativa piccola che funziona, piuttosto che un grande progetto già destinato al fallimento.

Detrazioni fiscali per i libri: come funzionano?


Con il Dl 145/2013, a partire dal 1 gennaio 2014, e per tre anni, gli italiani potranno godere di una detrazione fiscale sull'acquisto di libri. La notizia è di per sé abbastanza nota, ed è sicuramente un fatto positivo che il governo abbia deciso di stimolare in questo modo il mercato editoriale. D'altronde, negli scorsi anni, ci sono state detrazioni per l'acquisto di abbonamenti alle palestre, decoder digitali e via dicendo; quindi, perché non i libri?

Queste le premesse, ma la pratica è un po' diversa, e quindi cerchiamo di fare ordine. Se da Capodanno siete andati in libreria a fare scorte pensando di poter detrarre tutto dalle tasse, potreste aver fatto male i vostri conti.
Tanto per cominciare, la detrazione vale solo al 19% fino a un massimo di 2000 euro così suddivisi: 1000 euro per i libri scolastici e 1000 per gli altri testi. Sono esclusi gli ebook. Il prolema vero però è un altro: il decreto legge varato dal governo, tanto per cominciare, ha bisogno dell'approvazione definitiva che deve arrivare entro 60 giorni dall'approvazione, e quindi per la metà di febbraio. Se questo non accadrà, tanti saluti alle detrazioni. E in secondo luogo, ma non meno importante, perché entri in vigore, c'è bisogno di un regolamento di chiarificazione e attuazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. Perché al momento nessuno sa come poter certificare la spesa da detrarre.

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Nella pratica, non basta infatti presentare lo scontrino della libreria per poter ottenere la dichiarazione. Ci deve essere la certificazione di chi ha comprato il libro, e per questo le librerie potrebbero doversi dotare di apparecchiature che registrino il codice EAN del libro e contestualmente il codice fiscale dell'acquirente, come accade oggi nelle farmacie per emettere uno scontrino su cui siano inseriti i dati del compratore. Oppure, potrebbero dover emettere una fattura per ogni acquisto. Uno di questi due metodi potrebbe essere sufficiente, ma non si sa ancora quale.

L'altro dubbio riguarda gli acquisti on-line. Nel decreto legge non se ne parla espressamente, quindi sono nate due scuole di pensiero: c'è chi dice che, poiché non se ne parla, allora sono esclusi dalle detrazioni, e chi dice che invece gli acquisti on-line vengono totalmente equiparati a quelli in negozio e per questo non è stata fatta distinzione. Anche per questo bisognerà aspettare il regolamento chiarificatore dal ministero.

Infine, ma qui rischiamo di entrare nella polemica politica, c'è chi si è lamentato perché la copertura delle detrazioni ammonta a 50 milioni di euro. Pochi, se si calcola che rappresentano il 19% di 260 milioni, mentre (per fortuna) la spesa per i libri in Italia supera abbondantemente il miliardo l'anno. E una volta finiti i soldi a copertura, finiranno anche le detrazioni. Ma forse è presto per preoccuparsi: conviene intanto andare in libreria e fare scorte, poi si vedrà.

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