martedì 10 dicembre 2013

In & Out: Storie e Backstory


I consigli di scrittura in pillole di oggi parlano della storia del personaggio, quella che viene raccontata nel libro ma anche quella che non viene raccontata. I manuali di scrittura americani insistono molto sull'importanza di avere una backstory: ogni personaggio, o almeno i protagonisti, a loro detta, dovrebbe avere un passato che lo renda interessante a 360 gradi. Ed è così che sempre più spesso in un punto più o meno avanzato del libro viene fuori un flashback, o un dialogo rivelatore, che mostrano al lettore l'evento traumatico nel passato del personaggio. 
Ma siamo sicuri che questa sia davvero la strada giusta? Che basti un momento narrativo a fare un personaggio. Noi la pensiamo diversamente, riteniamo ogni personaggio portatore di una verità, ed è quella che lo scrittore deve tirare fuori. Ecco allora i nostri In & Out di oggi.

Il trauma infantile. Out, soprattutto quando invece che dare profondità al personaggio lo appiattisce, tendendo a spiegare ogni sua caratteristica con un solo, unico evento che gli ha cambiato la vita. Anche perché, del resto, di traumi infantili ognuno ha i suoi e non è il caso di giudicare qual è il più grave.


Il prologo-backstory. In, ma con qualche riserva. Quando la backstory non è una sorpresa che spunta fuori a spiegare tutto ma il motore stesso della storia, ed è dichiarata fin dall'inizio, allora va bene. Naturalmente, il patto è che poi ci sia coerenza con l'evolversi della trama, e che il prologo non sia solo un trucco per tenere il lettore agganciato con un mistero che poi non porterà a niente.


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Le storie corali. In. Pensate a Le correzioni di Franzen, ai personaggi ognuno con una sua vita trascorsa che viene fuori pagina dopo pagina e si intreccia con quelle degli altri: i flashback in questo caso non sono una spiegazione del presente, ma uno scendere in profondità sui personaggi e sulle loro relazioni. Anche qui però, la storia deve esserci, altrimenti accumulare figure su figure non servirà a molto.

Le backstory a blocchi. Out. Immaginate di star leggendo un romanzo, finora interessante, che si interrompe di colpo per rivelarvi il grande segreto del personaggio. A questo punto di scioccante c'è solo l'interruzione, anzi, l'intrusione del narratore nel rapporto tra il lettore e la storia. Insomma, meglio evitare di inserire un intero sedicesimo di libro o più solo perché su un manuale c'era scritto che ogni personaggio deve avere una backstory.



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