martedì 3 dicembre 2013

Five tips: scrivere in prima persona



Primo consiglio di scrittura del mese di dicembre, si riparte dai five tips, che finora sembrano essere la nostra rubrica più gradita. Oggi parliamo di uno stile di scrittura sempre in voga e sempre ad alto rischio di errore, la narrazione in prima persona. Può sembrare più semplice e immediata, perché parla direttamente a chi legge, senza l'intromissione di un narratore, ma sa essere insidiosa, egocentrica e soprattutto sconvolgere lo schema dei punti di vista. Ecco allora i nostri consigli di oggi.

Find your voice
Se a un narratore in terza persona è concessa una voce neutrale e poco coinvolta, a uno in prima no. Perciò  la prima cosa da fare è conoscere a fondo il personaggio e scrivere come parlerebbe lui, come fosse tutto un lunghissimo dialogo. Il che non vuol dire necessariamente inserire espressioni dialettali o sgrammaticate o gergali a seconda dell'estrazione sociale del personaggio, ma andare più a fondo per creare uno stile che gli calzi a pennello.

Choose your time
Non è un caso se, quando leggete un romanzo in prima persona, vi capita di trovare errori di sintassi, soprattutto nella consecutio temporum. Perché se non è ben chiaro il rapporto tra il tempo della storia e il tempo della narrazione, si rischia spesso di fare confusione. E allora chiaritevi una volta per tutte se la voce narrante parla del proprio passato o del proprio presente, e non dimenticate mai questo dettaglio, perché cambierà anche il punto di vista sugli eventi.

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The world around you
Dopo il tempo, lo spazio. Può sembrare un luogo comune della narratologia, ma si tratta delle coordinate fondamentali del romanzo. Decidete quindi che punto di vista avrà il vostro personaggio-narratore su tutto ciò che lo circonda, e fate in modo che sia coerente con se stesso, quando parla, o anche incoerente se volete, purché ci sia una buona motivazione sotto.

What you get is what you see
No, non è lo spot al contrario di un programma di grafica. È un modo per dire che, a differenza del narratore in terza persona, quello in prima non è affatto onnisciente. Sa solo ciò che ha visto, e vede solo ciò che attira la sua attenzione, e di conseguenza il lettore non può avere informazioni in più di nessun tipo. Non può raccontare cose che ha dimenticato, o cose accadute ad altri personaggi in sua assenza. E, se parla al presente, non può raccontare il futuro. 

Handle your ego
La narrazione in prima persona può sembrare un invito a scatenare il proprio ego, o quello del personaggio, ma stateci attenti. Scegliere un narratore in prima persona non vuol dire scrivere di un mondo che ruoti tutto attorno a lui, anzi, nel migliore dei casi il narratore in prima persona non coincide con il protagonista, come accade per esempio nel Grande Gatsby.


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