martedì 12 novembre 2013

In & Out: la scrittura saggistica



La scelta di oggi potrà sembrarvi un po' strana, ed è vero che tra i nostri lettori i narratori sono più dei saggisti. Ma è anche vero che la saggistica sta conoscendo, a nostro avviso, una stagione nuova, fatta di mainstream e best-seller agili e snelli, che non sfuggono alle regole del mercato e anzi, a volte, le fanno. Ed è in loro onore che vi diamo i nostri In & Out di oggi.


Ti racconto una storia. L'approccio narrativo alla saggistica, quello che fa dell'esemplificazione il suo strumento principale, è In. È quel che accade quando si vuol fare una guida turistica diversa dalle altre, raccontando le storie che sono passate da quel luogo, ma anche con il giornalismo d'inchiesta che voglia inquadrare con facilità problemi complessi. Attenzione però perché i fantasmi del luogo comune sono sempre in agguato, e la "narratività" non deve essere la scusa per un saggio senza idee.

Tutto quello che volevate sapere… È Out, perché se la risposta non è tutta in un libro ci sarà un motivo. In altre parole i Pico de Paperis sono molto rari, e quei pochi che ci sono non pensano certo di mettere la loro Tuttologia in un libro solo. Per volgerla in senso positivo, ogni saggio deve avere un taglio, un argomento, un punto di vista. E non sarà il numero di pagine o di argomenti a darglielo.

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10, 100, 1000 e uno. L'accumulazione è In. Ormai di esempi in libreria ce ne sono a bizzeffe, e la collana 101 della Newton Compton è solo un esempio. Qui si punta tutto sulle pillole di informazioni da leggersi anche tra un impegno e l'altro, dissacrando per sempre l'idea di saggio come qualcosa di difficile e pesante. Solo un avvertimento: se il risultato può sembrare semplice, la preparazione non lo è affatto, perché il rischio che il numero sia messo al primo posto è sempre alto.

Retorica, tanto al chilo. Assolutamente Out. E non solo perché stiamo parlando di saggi snelli e accessibili che la retorica appesantirebbe senza pietà. Il vero motivo è che la retorica bisogna potersela permettere, così come il giudizio sul mondo circostante – se non è compensata da cultura e autorevolezza, ma anche da uno stile davvero alto, be', tanto meglio farne a meno e concentrarsi su un testo che sia coerente con se stesso, in forme e contenuti.


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