martedì 5 novembre 2013

Consigli di… scrittori: Geoff Dyer



Dopo il primo appuntamento, con i dieci consigli di un mostro sacro come Elmore Leonard, tocca oggi a Geoff Dyer. Meno conosciuto da noi, Dyer è autore di saggi e romanzi, pubblicati in Italia da Einaudi e Mondadori. Il suo libro più famoso è Natura morta con custodia di sax, dedicato al mondo del jazz. Ecco i suoi dieci consigli d'autore

1. Non preoccuparti mai delle possibilità commerciali di un progetto. Troppi autori scartano delle idee perché pensano che nessuno le pubblicherà: ma questa non è una preoccupazione che spetta allo scrittore. Dice Dyer: "Conversazione con il mio editore americano, Sto scrivendo un libro così noioso, di così scarso appeal commerciale, che se lo pubblichi probabilmente perderai il lavoro, e lui, È proprio quello per cui voglio continuare a fare questo lavoro.

2. Non scrivere in pubblico. Nei primi anni '90 – racconta Dyer – sono andato a vivere a Parigi. All'epoca se venivi sorpreso a scrivere in un pub in Inghilterra ti potevano spaccare la testa. A Parigi invece, dans les cafès… Adesso penso che la scrittura sia una cosa privata, come tutte le attività di toilette.

3. Non essere uno di quegli scrittori che si condannano a una vita passata ad adulare Nabokov.

4. Se usi un computer, allarga e rifinisci di continuo la correzione automatica. Questo è un consiglio piuttosto originale, anche se non troverà tutti d'accordo. Per risparmiare tempo e non perdersi con le revisioni, Dyer ha lavorato così tanto sulla correzione automatica che: "Parole perfettamente sillabate escono fuori battendo pochi tasti, 'Niet' diventa 'Nietzsche', 'foi' diventa 'fotografia' e così via. Geniale!"

5. Tieni un diario. Il più grande rimpianto di Dyer nella sua vita da scrittore è di non averne mai avuto uno.


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6. I rimpianti. Dovete averne, sono benzina per la scrittura, secondo Dyer.

7. Serve più di un'idea alla volta. Spiega Dyer: "Se devo scegliere tra scrivere un libro e non fare niente, sceglierò sempre la seconda. Solo se ho un'idea per due libri sceglierò l'una invece dell'altra". L'idea è che si stia sempre "marinando" qualcosa.

8. Attento ai cliché. Può sembrare un consiglio che è già un cliché, ma Dyer poi spiega: "Ci sono cliché di osservazione, di pensiero e persino di concetto. Molti libri, anche tra quelli scritti bene, sono cliché di forma che si adeguano ai cliché di aspettative".

9. Fallo ogni giorno. Bisogna abituarsi a scrivere ogni giorno, anche semplicemente un appunto, e col tempo diventerà un istinto. È la regola più importante di tutte e l'unica che Dyer non segue.

10. Non guidare mai una bici tirando il freno. Se qualcosa è troppo difficile da fare, allora smetti di farlo. Tutto, tranne la scrittura. Racconta Dyer: "A 30 anni andavo in palestra anche se la odiavo. Ci andavo solo per rimandare il giorno in cui avrei smesso. Per la scrittura è la stessa cosa: un modo per rimandare il giorno in cui non scriverò più, il giorno in cui cadrò in una depressione così profonda che sarà indistinguibile dalla felicità.

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