lunedì 14 ottobre 2013

Scrivilo per noi: "Light & Hope" di Rossella Modugno



Per l'appuntamento Scrivilo per noi, quello con i vostri contributi, ci fa piacere ospitare oggi Rossella Modugno, giovane autrice che in questi mesi si sta cimentando con la scrittura di una trilogia fantasy, e ci racconta di cosa si tratta a partire dal primo volume, Light & Hope.

Il mio primo libro, Light & Hope, fa parte di una trilogia che ho chiamato The Stronghold Saga per via del luogo in cui si svolge gran parte della vicenda, una Roccaforte nanica ricavata da alcune montagne, perfettamente mimetizzata all’esterno, in cui vivono nani, umani ed elfi.
I motivi per cui ho scelto la strada del self-publishing attraverso Amazon (e in formato ebook) sono molteplici: in primo luogo la lunghezza del testo, troppo poco per un investimento da parte di una casa editrice e troppo poco per una edizione cartacea; inoltre riguardo alla suddetta ipotetica casa editrice non ero affatto sicura che avrei trovato qualcuno disposto a investire sulla mia idea, forse non molto popolare di questi tempi, come ultimo motivo, last but not least, c’è il fatto che avevo bisogno di un feedback diretto, senza mediazione, tra me e i lettori, e l’unico modo era poter gestire statistiche, prezzi, promozioni e leggere personalmente ogni più piccolo parere o recensione, non importa se positivi o negativi.
La mia scelta ultimamente è poco consigliata, dando uno sguardo ai blog letterari che si occupano di recensioni o promozioni sembra infatti che gli autori auto pubblicati siano un po’ come le presunte streghe dopo la pubblicazione del Malleus Maleficarum: ce ne sono troppi, praticamente ovunque, molti meritano di fare una brutta fine e pochi si salvano dalla mannaia dell’aspro giudizio critico del recensore di turno, sempre che costui accetti di recensire una cosetta autoprodotta, autorevisionata e autopromossa.
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Nonostante questo, sento di poter affermare che sono contenta della mia decisione, a distanza di otto mesi dalla pubblicazione: ho un feedback discreto, meglio di alcuni, peggio dei libri famosissimi e di quelli promossi da grosse case editrici, ovviamente, certo, si guadagna poco, ma almeno non devo dividere quel poco con nessuno e non ho nessun debito da estinguere per revisione, copie stampate, copertina o quant’altro.
Non mi dispiacerebbe avere più lettori, e per questo motivo spenderò qualche parolina sulla trama, magari potrei incuriosire qualcuno che mi sta leggendo.
La trama inizialmente è semplice: ci sono dei sopravvissuti all’invasione vampirica che vivono nella Roccaforte, tutelati e governati da un consiglio detto della Monotriade, composto da un rappresentante per razza: abbiamo quindi il Re Nanico, il Consigliere Umano e il Capo Eletto Elfico. Purtroppo non è tutto rose e fiori: nella fortezza, infatti, si è sviluppata una malattia che colpisce solo gli elfi portandoli a una lunga morte dolorosa, che non si può fermare con la magia clericale e non si può curare in nessun altro modo; in aggiunta a tutto questo il Re ha in pugno il Consiglio e usa questo potere per rendere difficile e odiosa la vita degli elfi. Per fortuna, o per sfortuna, il Capo Eletto in carica, Layana Indil Seamoon, decide di partire alla volta dell’Ovest, accompagnata dal suo migliore amico Mark, per chiedere agli elfi druidi di aiutarli a sconfiggere il Morbo. Ma incontreranno dei vampiri lungo il loro viaggio…
Non vi aspettate una storia alla Twilight: i miei vampiri sono quelli classici; sono cattivi, non brillano al sole, non possono riprodursi e bevono sangue umano (e soprattutto elfico, in realtà). La love story, anzi, le love story costituiscono una parte importante della vicenda ma non sono tutta la vicenda: si parla di amicizia, di lealtà, di appartenenza a un popolo, di valori, di altruismo, di crudeltà e della relatività dei punti di vista.
È un testo consigliato alle donne, dai quindici anni in su, ma questo non significa che un uomo non potrebbe apprezzarlo, infatti ho avuto dei giudizi positivi anche da lettori maschi, quindi, consiglio di provare a tutti, vietato però ai minori di quindici anni perché c’è qualche scena un po’ cruda.
Probabilmente vi starete chiedendo, a questo punto, perché io abbia iniziato a scrivere questa trilogia, ecco, non so come rispondere se non: questa storia era nei miei pensieri dal 2005, l’ho iniziata nel 2009 e sono quasi a metà del terzo libro, posso dire solo che avevo bisogno di farla uscire dalla mia mente e renderla tangibile, in qualche modo, perché principalmente mi diverte tanto come passatempo e spero possa divertire anche voi.
Pregando di essere stata chiara, non tediosa e non troppo narcisista, vi saluto. Buona lettura!

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