mercoledì 9 ottobre 2013

Premio Nobel per la Letteratura 2013: il vincitore è Alice Munro



È di nuovo una donna, dopo Doris Lessing nel 2007 ed Herta Muller nel 2009 a ricevere il più ambito premio letterario al mondo.
Alice Munro.  Classe 1931, nata in Ontario da una famiglia di allevatori, è la voce più importante della letteratura canadese. Vincitrice per tre volte del Governor's general Award, il premio letterario per eccellenza in Canada, è apprezzata in tutto il mondo per i suoi racconti intimisti molto apprezzati da critica e lettori, pubblicati non solo in raccolte ma anche sulle prestigiose riviste statunitensi New Yorker e The Paris Review. Tra le sue raccolte più famose: Il sogno di mia madreNemico amico amanteIn fuga (vincitore del Giller Prize nel 2004), La vista da Castle Rock.
In Italia le sue raccolte di racconti sono pubblicate da Einaudi.

Nella motivazione del Nobel, la Munro è stata definita "maestra del racconto breve contemporaneo".
Lo scorso giugno l'autrice aveva annunciato la decisione di ritirarsi perché "Alla mia età non vuoi più essere sola come uno scrittore deve essere".

Premio Nobel per la Letteratura 2013: gli altri candidati


Domani mattina l'Accademia Svedese comunicherà il nome del vincitore del Premio Nobel per la Letteratura 2013. Come si sa, non esistono delle candidature ufficiali al Nobel, ma ci sono comunque dei parametri di varia natura che di anno in anno permettono di restringere il campo e selezionare dei favoriti – anche se poi quasi mai ci si azzecca. Quest'anno si sono fatti, tra gli altri, i nomi dei cantautori Bob Dylan e Roberto Vecchioni, ma sembrano scelte quantomai azzardate. Piuttosto, il 2013 potrebbe essere l'anno degli americani, o almeno degli anglofoni, visto che l'ultimo autore di lingua inglese a vincere il premio è stata Doris Lessing nel 2007, mentre per trovare l'ultima americana dobbiamo arrivare al 1993 con Toni Morrison. Ecco quindi i nostri favoriti.

Joyce Carol Oates. Nei suoi 75 anni di vita e 50 di attività letteraria qualcuno le ha assegnato il titolo di grafomane, ma dal momento che mai la qualità dei suoi innumerevoli scritti ha perso un colpo, chissà che non possa guadagnarsi anche il Nobel.
Parte della critica l'ha affiancata all'iper-realismo di J. Franzen, ma i suoi racconti e le sue poesie non sono da meno rispetto ai romanzoni d'altri tempi. Soprattutto, per chi ami la scrittura quanto la lettura, non si può fare a meno di restare affascinati dalle sue interviste e le sue lezioni, quando con la sapienza di un editor e la passione di un'autrice smonta e rimonta tutti i pezzi delle sue storie. Per farvene un'idea, date un'occhiata alla Paris Review. Se qualcuno invece ancora non la conoscesse, sappiate che definire la sua opera enciclopedica sarebbe un eufemismo e scegliere il suo romanzo più famoso una follia, tanto nel 2003 che qualcuno ha pensato bene di pubblicare un articolo dal titolo "Joyce Carol Oates for Dummies". Al momento, Blonde e Le cascate sono i più amati, ma noi vi consigliamo anche La figlia dello straniero.
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Adonis. Nome d'arte di Ali Ahmad Said Esber, è un poeta siriano nato nel 1930. Filosofo e saggista, vive in Francia ma è da sempre attivo nel dibattito politico e sociale in Medio Oriente. In un momento in cui la Siria è al centro delle cronache, il Nobel per Adonis potrebbe essere un modo per l'Accademia di porre ancora di più l'attenzione del mondo sulla questione siriana. Le sue opere più famose pubblicate in Italia sono Libro delle metamorfosi e della migrazione nelle regioni del giorno e della notte, Cento poesie d'amore e Memoria del vento.


Haruki Murakami. Il 2012 sembrava il suo anno, poi però il Nobel l'ha vinto il cinese Mo Yan. Possibile che l'Accademia scelga per due anni di fila un autore dell'estremo Oriente? Classe 1949, nato a Kyoto, Haruki Murakami è senza dubbio uno dei maggiori scrittori viventi, oltre che un apprezzato traduttore di letteratura anglofona in Giappone (sue sono le traduzioni giapponesi dell'opera di Raymond Carver, uno dei suoi scrittori preferiti). Tra le sue opere più note: Dance dance danceKafka sulla spiaggia (vincitore del World Fantasy Award nel 2006), la trilogia 1Q84.

Don DeLillo. Nato nel Bronx nel 1936 ma di chiare origini italiane, DeLillo è uno dei maggiori esponenti della letteratura postmoderna americana. Autore di racconti e romanzi, ha conquistato la fama nel 1971 con Americana, ma la consacrazione arriva nel 1997 con Underworld, riconosciuto come suo capolavoro, in cui segue il percorso di una palla da baseball che passa di mano in mano dopo un fuoricampo nel 1951. Tra le sue altre opere celebri, Cosmopolis (di recente portato sul grande schermo), Rumore bianco e Libra, oltre alle raccolte di racconti.

Thomas Pynchon. È un altro nome che circola piuttosto insistentemente da alcuni anni, e in caso di vittoria sarebbe interessante capire se l'autore andrà a ritirare il premio. La figura di Pynchon è infatti avvolta dal mistero, visto che non è mai apparso in pubblico, frequenta solo DeLillo e vincola il suo editore al massimo riserbo sulla sua identità. Di lui esistono solo pochissime foto risalenti agli anni in cui prestava servizio in Marina, e per molto tempo si è ritenuto che sotto le spoglie di Pynchon si nascondesse J. D. Salinger. I suoi romanzi più famosi, postmoderni e surreali, sono Vineland, Mason & Dixon, L'arcobaleno della gravità e Contro il giorno.

Philip Roth. Leggenda vuole che l'anno scorso Roth fosse talmente sicuro di vincere il Nobel da aver già preparato tutto per andare in Svezia; la delusione, accompagnata a quanto pare da commenti non proprio gentili su Mo Yan, l'ha portato ad annunciare il ritiro. Questo però non lo mette fuori dai giochi, tutt'altro: uno dei maggiori scrittori viventi, forse il maggior esponente della letteratura americana, ha vinto tutto quello che c'era da vincere, il Nobel è l'unico premio che gli manca per coronare una carriera eccezionale, e che gli permetterebbe di entrare nell'Olimpo dei grandi della letteratura di tutti i tempi.

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