martedì 22 ottobre 2013

In & Out: le descrizioni



Benvenuti al nostro appuntamento di martedì. Oggi si parla di descrizioni, una di quelle cose che o le ami o le odi, ma che per farle devi essere veramente, ma veramente bravo. Tra chi dice che bisogna essere sensoriali, e chi invece resta ancorato alla "vecchia scuola" e ritiene che le imponenti descrizioni "alla Hugo" siano ancora attuali, è difficile trovare un punto di equilibrio.
E voi, che ne pensate?

Il linguaggio cinematografico. Out. Da quando esiste l'audiovisivo, lo scrittore si strugge per raggiungere con le parole gli effetti dello schermo, magari aggiungendoci anche la terza, quarta e quinta dimensione. Ma se per secoli si sono scritte splendide descrizioni senza cinema e tv, be' qualcosa vorrà pur dire: che letteratura e cinema sono due forme diverse, ed è inutile cercare di arricchire l'una imitando l'altra, perché l'unico effetto sarebbe quello di una brutta copia.

Nuovi punti di vista. In. Provare a vedere il mondo con occhi diversi, quelli magari dei nostri personaggi, e produrre così descrizioni che aprono nuove strade alla narrazione: un po' come il barone calviniano, che poi altro non era che un bambino a cui non piacevano le lumache. Come sempre in ogni "in", c'è un però: attenzione a non farlo diventare un gioco di prestigio stilistico, perderebbe ogni senso.
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La descrizione del personaggio. In. C'è chi dice che i personaggi debbano parlare da soli, e non c'è dubbio che dei dialoghi ben fatti siano in grado di dire molto sui protagonisti di una storia. Ma ciò non vuol dire rinunciare al piacere di una bella descrizione in terza persona, che se gestita bene può farci provare sensazioni indescrivibili nei confronti del personaggio. Forse non sarà facile, e il rischio "spiegone" è sempre dietro l'angolo; ma vale la pena provarci.

La descrizione a tutti i costi. Out. Huysmans avrà avuto i suoi buoni motivi per scandagliare ogni angolo della sua storia, e non è detto che non possiate farlo anche voi. Ma il linguaggio visivo non è tutto, e perciò meglio pensarci su prima di descrivere per filo e per segno ogni luogo, ogni persona, ogni casa, ogni abito. Se il nostro protagonista entra in una casa, bisogna per forza descriverne la piantina e ogni ambiente? Se incontra un nuovo personaggio, è obbligatorio descrivere minuziosamente i suoi tratti e tutto ciò che indossa? La regola è sempre la stessa, chiedersi se ha senso.

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