martedì 1 ottobre 2013

In & Out: i personaggi



Nuovo appuntamento con la rubrica, spin-off dei Five Tips, che in brevi pillole vi consiglia cosa va bene e cosa no nella costruzione di un romanzo o di un racconto. La scorsa settimana abbiamo fatto un excursus sui generi letterari, oggi parliamo dei personaggi.

Il trauma infantile del protagonista (ma non solo) è Out. Per fare un buon personaggio serve sicuramente una buona backstory, ma non è assolutamente necessario che abbia a tutti i costi un trauma che, oltretutto, riguardi ciò che dovrà affrontare nel romanzo. Di sicuro sulla carta è un'idea affascinante ma, siamo onesti, quante volte l'abbiamo già visto e letto? E quante volte ci ha davvero sorpreso? Inoltre, per funzionare deve essere un trauma davvero potente e azzeccato, altrimenti meglio lasciar perdere: se il nostro protagonista alla fine del romanzo dovrà tuffarsi tra le rapide di un fiume per salvarsi, ci serve proprio sapere che da bambino ha rischiato di annegare?

Eroe e antagonista, per quanto sia anche questo un archetipo arcinoto (o forse proprio per questo) è In. Ci sono situazioni (come il trauma infantile) che spesso non aggiungono niente alla trama, e altre che invece sono sempre necessarie in qualche misura. Tra queste ultime c'è senza dubbio il collegamento tra l'eroe e il suo antagonista, quello che in termini narratologici si chiama ombra. Se nell'eroe c'è qualcosa del suo nemico mortale (o viceversa) la loro sfida sarà ancora più avvincente e la posta in palio più alta. Pensiamo a Harry Potter e a Voldemort, e a quanto il loro confronto sia reso più avvincente da fatto che dentro il maghetto viva una parte del suo nemico mortale.
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Rambo è Out. La tentazione di far diventare, di punto in bianco, il proprio protagonista una specie di supereroe infallibile è sempre dietro l'angolo, ed è sempre da evitare. Se decidiamo che il nostro protagonista deve essere di quel tipo, allora stabiliamolo nelle premesse e diamogli delle caratteristiche coerenti, piuttosto che trasformare un personaggio grigio e impacciato in un esperto di armi da fuoco e inseguimenti a folle velocità. O, come succede nei romanzi di Dan Brown, un professore universitario in un acrobata capace di lanciarsi da un elicottero in alta quota senza farsi un graffio.

Eroi e no, al contrario, un eroe che non sia proprio positivo è In. Che noia tutti questi protagonisti buoni e perfetti come in un film natalizio. C'è chi cerca di rimediare con qualche nota negativa nel carattere o nelle azioni, ma perché non avere il coraggio di rendere protagonista un individuo spregevole? Di esempi ce ne sono tanti, e non si tratta per forza di protagonisti negativi, ma anche di vere icone letterarie. Un nome su tutti: Heathcliff, di Cime Tempestose, è cattivo, perverso e vendicativo, ma ciò non impedisce a Catherine di amarlo alla follia (e con lei milioni di lettrici nel corso di due secoli).

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