mercoledì 11 settembre 2013

Scrivilo per noi: Il volto segreto di Gaia - La cerca, di Maria Lidia Petrulli



Per la rubrica Scrivilo per noi, ospitiamo oggi Maria Lidia Petrulli, che oltre a essere una nostra lettrice e affezionata contributor, ha da poco pubblicato il romanzo "Il volto segreto di Gaia - La cerca". Ed è proprio di questo che ci parla oggi, raccontandoci in prima persona cosa ha significato per lei scrivere e vedere pubblicato questo libro.

Il Volto Segreto di Gaia, La Cerca, è il primo volume di una saga di tre romanzi di cui il secondo, Il Volto Segreto di Gaia, L’Equilibrio e la Luce, uscirà nell’aprile del 2014, mentre il terzo sarà pubblicato nel 2015.
Questo romanzo ha per me un’importanza particolare, in quanto rappresenta un momento di crescita nel mio percorso di scrittrice.

A cavallo fra la fantascienza e il fantasy, ho scritto Il Volto Segreto di Gaia – La Cerca esattamente 10 anni fa, ma ho trovato un editore che lo ha apprezzato, Il Ciliegio Edizioni, soltanto nel 2011, quando ho firmato il contratto per l’intera saga con pubblicazione a partire dal 2013, cosa che è puntualmente avvenuta.
Sono sempre stata affascinata dal fantasy e dalla fantascienza che non ho mai considerato dei generi di second’ordine o semplicemente di svago; il linguaggio onirico e metaforico di questi generi ben si adattano alla possibilità di parlare di qualsiasi cosa, dalla politica al disagio sociale, dall’amicizia all’amore, il rapporto con la diversità: sono molto legata alla vecchia scuola di Ursula Le Guin o di Marion Zimmer Bradley che hanno portato questo genere alla ribalta, poiché la letteratura tutta ha per me, in primo luogo, una funzione sociale. I libri permettono una crescita personale, nei libri si può trovare lo spunto per capire e risolvere un problema rimasto in sospeso da tempo, e qualsiasi genere letterario raggiunga tale scopo è meritevole di essere letto.

Ho cominciato a scrivere la saga de Il Volto Segreto di Gaia con questo spirito, per occuparmi delle trasformazioni cui il pianeta Terra va incontro a causa del buco nell’ozono, le variazioni climatiche, l’inquinamento e gli esperimenti nucleari, ricordo ancora il numero della rivista Focus che abbordava l’argomento, il presagio di zolle tettoniche che corrono l’una verso l’altra provocando il Caos, (due anni dopo aver finito la stesura del libro, nel dicembre 2005, si verificò lo tsunami che provocò migliaia di vittime).
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Ma dietro il romanzo non ci sono solo motivazioni ecologiche, quel che mi interessava, e mi interessa tuttora, era parlare degli esperimenti di clonazione, dell’intelligenza artificiale e dell’umanità di un individuo uscito da un laboratorio, affrontare il problema della diversità.
Sono problemi di grande attualità sui quali, ne sono convinta, si dovrebbe riflettere parecchio prima di creare solo problemi e sofferenza, per lo più, tra l’altro, senza possibilità di ritorno.

La diversità nelle sue più vaste accezioni, a causa della quale si scatenano guerre, razzismo, emarginazione. E, mi ripeto, sofferenza nell’individuo che la subisce.
In quest’ottica vanno visti personaggi come Adria Mc Shillings ed Eliocron, entrambi cloni che sfuggono al controllo dei loro Creatori e sollevano problemi a cui nessuno aveva pensato, entrambi in bilico fra obbedienza e libero arbitrio.
Benjamin Pasqual e Paride Malroys sono i Creatori, rispettivamente la scienza e il potere che inseguono fini esclusivamente personali, che non tengono in alcun conto le conseguenze delle loro azioni, le esigenze della comunità, per i quali l’Altro da sé non ha alcuna dignità di essere umano e diventa un oggetto, un trastullo. La follia di una certa scienza che, tramite combinazioni fra geni di specie diverse, dà vita a dei mostri, chimere che mettono in pericolo la stessa umanità che li ha creati.

E poi ci sono gli ybridis, a cui sono particolarmente affezionata.
A cavallo fra elfi e umani, vengono da un pianeta, Artan, in cui la paura della morte ha creato il Mondo Fuori dal Tempo, il che non è avvenuto senza conseguenze, poiché dove non c’è la morte non ci sono neppure sentimenti, e l’individuo è destinato a spegnersi. Per questo gli ybridis hanno perso i loro talenti e rischiano l’estinzione, perché come negli umani, la paura della morte porta a scelte estreme che finiscono con l’uccidere la vita: la diffidenza, la paura del diverso, ipocondria e fobie.
Il libro è uscito soltanto alla fine dell’aprile 2013 ma ho già avuto parecchi riscontri dalla parte di lettori di tutte le età, anche lettori adolescenti che ne sono rimasti entusiasti.
Un aspetto che mi ha colpita in modo particolare è che quasi tutti hanno provato, e realizzato, il desiderio di leggerlo più volte perché dicono che il romanzo ha diversi piani di lettura, in ognuna delle quali trovare argomenti su cui riflettere; è piaciuta anche la grande varietà di personaggi, effettivamente numerosi, coi quali ci si sente in compagnia, si pensa e si agisce con loro, come se il lettore entrasse nella storia così facilmente da poter recitare una parte, quella che più gli si addice.
È un grande risultato per uno scrittore, soprattutto considerando non tanto e non solo il desiderio di essere letti, ma anche ascoltati. C’è differenza.

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