martedì 11 giugno 2013

5 tips: scrivere secondo John Steinbeck



Oggi i five tips provengono da un autore con la A maiuscola, quello che ha scritto, per capirci, "Furore" e "Uomini e topi". Eccoli, sono tratti da un'intervista alla Paris Review.

1. Throw the whole thing on the paper.

Scrivete di getto tutto quello che avete da dire, senza tornare sui vostri passi. La riscrittura e l'editing sono processi che devono essere "confinati" a quando il processo creativo è terminato, altrimenti rischiano di interferire con il ritmo e il flusso di idee. Se volete fare lo scrittore e l'editor nello stesso momento, rischiate di avere una crisi di identità.

2. Audience doesn't exist. You have only one single reader.
Un libro non è un film, che viene visto nelle sale cinematografiche da moltitudini di persone. Un libro viene letto da una sola persona alla volta, e per questo non bisogna pensare ai "lettori" come a una massa indistinta: sia perché non esiste, sia perché rischia di spaventarvi. Può essere utile pensare a una persona specifica (o, perchè no? crearla) a cui rivolgersi quando si scrive.
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3. Beware of a scene that becomes too dear to you.
Lo scrittore spesso non è il miglior giudice di quello che scrive. Se da un lato non bisogna intestardirsi sulle scene che non vi convincono – meglio passare oltre e tornarci in un secondo momento – dall'altro è bene diffidare di quelle che vi sembrano più riuscite. Molto spesso scoprirete che vi piacciono per motivi che non hanno nulla a che vedere con la trama e lo stile del romanzo, e perciò non interessano al lettore.

4. If you are using dialogue—say it aloud as you write it. 
Il linguaggio parlato è cosa diversa dal linguaggio scritto, questo è ovvio. E allora perché rischiare che, sulla pagina, abbiano lo stesso suono? Quando scrivete un dialogo, recitatelo a voce alta per dargli il suono di una vera battuta.

Il quinto tip in realtà è qualcosa di più approfondito, e risale a quando Steinbeck ricevette il Nobel per la letteratura. Si può definire un "consiglio contro i consigli":
Se nella scrittura c'è della magia,  e io sono convinto ci sia, nessuno è stato mai capace di ridurla a una ricetta che possa passare da una persona all'altra. La formula sembra risiedere soltanto nel bisogno dello scrittore di comunicare qualcosa che pensa sia importante per il lettore. Se lo scrittore sente questo bisogno, a volte – ma non sempre – può trovare il modo di farlo. Dovete capire la bravura che rende bella una storia bella e gli errori che rendono brutta una storia brutta. Perché una storia brutta non è altro che una storia che non funziona.



1 commento:

  1. Bene, da immagazzinare... Consigli che lasciano in silenzio.

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