venerdì 17 maggio 2013

Salone del Libro in diretta: Come fare una proposta editoriale


Il convegno di stamattina in Sala professionale non è rivolto, come si potrebbe pensare in prima battuta, agli autori esordienti in cerca di editori, ma agli agenti e soprattutto ai traduttori che si scoprono talent scout e vogliono proporre un inedito in casa editrice, sperando poi di potersi occupare anche della traduzione.
Quali sono i consigli in questo caso? Il primo, valido sempre e a prescindere, è quello di indirizzare bene la proposta, di valutare bene il catalogo di una casa editrice (il catalogo di oggi, non quello di 20 anni da) e fare già delle considerazioni sulla vendibilità dell'opera.
Il secondo consiglio è quello di avere ben presente i propri limiti: spesso un traduttore ama (da lettore) un determinato genere che però non è quello in cui si sa esprimere meglio. Se si invia una proposta editoriale con la speranza di essere assunti come traduttori, meglio fare una prova su qualcosa su cui si è ferrati anche se non piace del tutto. Viceversa, bisogna essere preparati a essere presi solo come talent-scout e non come traduttori.
Infatti la domanda finale e più sgradevole dell'incontro è stata: cosa succede se l'opera segnalata è valida ma la traduzione no? In generale si cerca un compromesso: editori come Delvecchio o La nuova frontiera cercano di mantenere la persona nel processo editoriale con qualche altro ruolo, come quello di revisore della traduzione, o corrispondono un compenso o una percentuale sulle vendite. Editori più grandi, come e/o, non prevedono invece un compenso per una segnalazione spontanea.


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