venerdì 24 maggio 2013

Salone del Libro di Torino: un consuntivo dalla A alla Z



Eccoci di ritorno dal Salone di Torino, una cinque giorni faticosa ma galvanizzante, con corollario di disallestimento e maltempo. E per chiudere i nostri reportage dalla capitale sabauda, un consuntivo semiserio di questa fiera.

A come Allestimenti: l'immagine, si sa, è tutto, e allora per spiccare in mezzo a centinaia di stand bisogna inventarsi qualcosa. C'è chi, come Minimum Fax, ha allestito uno spazio-libreria curato fin nei minimi particolari, chi come Codice si è inventato la sagoma cartonata di Darwin, e chi come Ediciclo ha portato nel salone un risciò d'epoca. Ma il più efficace è stato senza dubbio lo stand di BookRepublic con le sdraio e la sabbia, punto di ritrovo per visitatori stanchi e bambini annoiati.

B come Banner: il nostro, "Dal manoscritto al libro, dal libro all'Epub", ha fatto fermare al nostro stand centinaia di visitatori. Le domande variavano a seconda del target: c'era l'editore interessato ai nostri servizi di conversione in ebook, ma c'era anche il neofita che ci chiedeva cosa fosse un "epub" (pronunciato come si scrive).

E come Ebook: in Italia siamo ancora molto indietro, sia dal punto di vista della realizzazione, sia da quello della fruizione. Ciononostante il mondo dell'ebook ha suscitato grande interesse in questo salone, merito anche dell'apposito spazio Book to the future e degli stand dedicati come quelli di Kobo e di BookRepublic.

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G come Gadget: soprattutto nell'ultimo giorno di fiera, è partita la caccia al gadget. Tra i più gettonati le buste: da quelle di plastica di Ibs alle sporte di Kobo (esaurite dopo due giorni) a quelle Vueling, che nell'ultimo giorno di fiera sono state oggetto di vere e proprie razzie. Come si vede, però, sono tutti gadget che hanno poco a che fare con il libro. Nel nostro piccolo, i segnalibri del Quadrotto sono andati esauriti in 24 ore.

M come Minimun: clamoroso refuso degli allestitori. Sui cartelloni del loro stand, Minimum Fax è diventata Minimun Fax. Nessun problema però, una risata e una correzione di bozze con il pennarello rosso e passa la paura.

O come Occhiali: tra i gadget, una menzione a parte la meritano gli occhiali Kobo, vero e proprio marketing virale. Distribuiti a piene mani nei primi giorni (poi sono andati esauriti), hanno portato migliaia di ragazzi a girare nel Salone con il marchio Kobo in faccia: tutta pubblicità gratis.

P come Promozioni: lo sconto fiera, pur se non ufficiale,  è una tradizione consolidata. Permette di fare ottimi affari e aumentare le vendite: poi però ci sono i casi estremi come i piccoli editori che, pur di non riportarsi indietro i volumi, nel pomeriggio dell'ultimo giorno praticavano sconti del 70%.

S come Sale: se le grandi sale poste agli angoli del Lingotto sono un esempio di organizzazione, ordine e acustica, lo stesso non si può dire di quelle piccole sistemate in mezzo ai padiglioni. E in cui spesso si assisteva a un convegno ma si sentiva l'audio delle sale grandi.

T come Twitter: ha suscitato molta curiosità il nostro concorso "Twitta l'ebook" che si svolgeva in contemporanea su Twitter e dal vivo. Purtroppo non abbiamo potuto annunciare in diretta il vincitore perché alle 20 di lunedì è stata staccata la connessione wi-fi. Rimediamo ora: il vincitore dell'ultimo giorno è il gruppo di ragazzi calabresi che ha scritto questo tweet, mentre il vincitore dei cinque giorni che si aggiudica una copia cartacea del nostro corso di scrittura è Carla
V come Vendite: edizione da record, nonostante la crisi. Aumento del 4% dei visitatori rispetto al 2012, pari a ventimila unità, e crescita per l'afflusso ai convegni. Incremento medio del 20% nelle vendite agli stand, con un record del 40% per Feltrinelli che poteva contare sul traino di "ZeroZeroZero" di Roberto Saviano.


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