giovedì 30 maggio 2013

Linus chiude (temporaneamente?): la crisi del fumetto in Italia



Con un secco comunicato da parte della casa editrice, è arrivata la notizia della chiusura di Linus, la più autorevole rivista italiana di fumetti. Nel comunicato si parla di "problemi gravi e di complicata soluzione, riguardanti stampa e logistica e conseguenti a un difficile momento della società editrice". Fuori di perifrasi, vuol dire che la crisi economica fa le prime vittime autorevoli anche nel mercato editoriale e del fumetto.
Perché la chiusura di Linus tocca due tasti piuttosto delicati del mercato culturale italiano.
Il primo è il quadro tutt'altro che roseo del fumetto in Italia: vendite in calo, disegnatori che, quando possono, vanno a lavorare per gli editori francesi o americani, sceneggiatori che si danno alla narrativa o alla tv. La principale casa editrice italiana di fumetti, Sergio Bonelli Editore, negli ultimi anni ha avviato la chiusura di diverse testate e collane, sostituendole con miniserie o "one-shot" che assicurano la presenza in edicola ma non impegnano nella lunga serialità. Ora si sta cercando nuove vie per rilanciare il fumetto, e un esempio è il lancio in grande stile della nuove serie Dragonero, di cui vi abbiamo parlato a Torino.

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L'altro tasto riguarda il mercato editoriale tout-court. Nel comunicato si parla, senza mezzi termini di "difficile momento della casa editrice", una casa editrice storica, la Baldini e Castoldi, da pochi anni diventata Dalai Editore. Nonostante abbia avuto in catalogo, in tempi recentissimi, autori bestseller come Giorgio Faletti, l'editore sta accusando più di altri il peso della crisi economica tanto che – per dirne una – quest'anno al Salone di Torino non aveva un suo stand, mentre fino all'anno scorso lo spazio Dalai Editore campeggiava al fianco di quelli dei grandi gruppi al centro del Padiglione 2.
Forse un azzardo o un voler espandersi troppo, fatto sta che la prima testa a cadere è quella di Linus, rivista nata nel 1965 e che negli anni ha ospitato le strisce dei Peanuts, di Corto Maltese, dei Fantastici Quattro e, per venire a tempi più vicini a noi, di Doonesbury, ma anche Vauro e Altan, e che negli anni '70 ha vissuto il periodo di massimo splendore sotto la guida di Oreste del Buono.
Nel comunicato si parla di chiusura "temporanea", non è dato sapere se si tratti di un contentino per tenere buoni i lettori – c'è ancora uno zoccolo duro di fan – o di una reale possibilità che, ovviamente, ci auguriamo tutti.

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