venerdì 15 marzo 2013

Scrivilo per noi. Alla scoperta di… Jennifer Egan



Nuovo appuntamento con "Scrivilo per noi". È venerdì, il riservato alla "scoperta" o "riscoperta" di autori e opere, quindi oggi pubblichiamo l'intervento di Silvia R. che ci parla di Jennifer Egan, autrice statunitense di cui minimum fax ha pubblicato Il tempo è un bastardo e Guardami

Di Jennifer Egan avevo letto, prestato da un'amica, Il tempo è un bastardo. Forse per il fatto che non era mio e che l'ho letto in fretta per poterlo restituire, mi era piaciuto ma non più di tanto. Si tratta di una via di mezzo tra un romanzo e una raccolta di racconti collegati tra loro, quindi avevo anche faticato un po' a entrare nel mood: mi era piaciuto ma senza lasciare il segno.

Poi, qualche mese fa, mi sono trovata davanti la copertina di Guardami, che mi ha colpito subito, così come l'aletta che parlava di due linee narrative apparentemente distinte che però alla fine si incrociano: visto che amo particolarmente questo tipo di storie, ho subito comprato il libro.
In realtà l'aletta era un po' fuorviante, poi spiegherò il motivo, ma in fin dei conti non mi è interessato perché Guardami mi è piaciuto molto.

Ci sono due protagoniste, entrambe di nome Charlotte: la prima è una modella di 35 anni (anche se ne dichiara molti di meno) rimasta vittima di un incidente stradale in cui si è rotta tutte le ossa del viso, la seconda è una ragazzina che vive nel paese natale della modella e si innamora di un misterioso insegnante di origini mediorientali.
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Comincio subito a sfatare tutte le supposizioni che mi ero fatta: le due Charlotte non sono la stessa persona (si incontrano nelle prime pagine) e non appartengono a due epoche diverse. Ci sono dei personaggi comuni tra le due linee narrative, tra cui un investigatore che indaga su una scomparsa.

Si potrebbe pensare che sia questa parte "gialla" ad accomunare le Charlotte, ma nel finale le due si riuniscono per altri motivi, e peraltro in modo assolutamente coerente con la trama. La linea misteriosa, in effetti, è un po' posticcia e se ne potrebbe fare a meno dal punto di vista strettamente funzionale. Però in questo senso circa metà del romanzo sarebbe superfluo, e invece serve a descrivere le atmosfere e i personaggi.

In generale mi è piaciuto, ma più ancora mi ha colpito perché sono abituata a leggere romanzi (soprattutto quelli americani) che sembrano fatti con lo stampino, seguendo sempre la stessa struttura. Guardami invece è assolutamente particolare, quasi barocco nella sua costruzione, alcuni aspetti mi sono piaciuti molto, altri meno, ma nessuno mi ha lasciata indifferente, e soprattutto dopo aver letto l'ultima pagina non mi ha dato l'idea che sia veramente finito, perciò è come se lo tenessi sempre con me.


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