martedì 12 marzo 2013

Dice il saggio: a proposito di narratologia



Ormai sembra qualcosa di relegato all'insegnamento nelle scuole, elementari e medie si intende. Ma la narratologia ha il suo perché, non foss'altro quello di aver introdotto categorie fondamentali quali la distinzione tra fabula e intreccio. Vediamo di che si tratta.

Nel 1969 Todorov fu il primo a usare questa espressione, ripresa da tutti i massimi studiosi della seconda metà del secolo, anche italiani come Cesare Segre e Umberto Eco. Il concetto alla base della narratologia è semplice quanto geniale: la letteratura è la fusione di discorso e storia, vale a dire che c'è una vicenda narrata e c'è qualcuno che la narra.

Forse oggi vi suonerà banale, ma pensate a quante volte, prima di iniziare un racconto, vi siete chiesti quale sarebbe stata la voce narrante: solo per semplificare, interna o esterna, in prima o terza persona e così via. Ma non è solo questo, è tutto quanto concerne le scelte che l'autore fa circa la narrazione: i tempi verbali da usare, le notizie da fornire a chi legge, le premesse da sostenere, le sorprese da serbare. Come a dire, i mille modi in cui la storia può essere raccontata.
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Perché tutto questo discorso? Non perché, come fossimo a scuola, vogliamo che impariate a memoria categorie che, prese singolarmente, possono anche sembrare sterili; e nemmeno perché ogni volta che leggiate un romanzo stiate lì a pensare se il narratore è omodiegetico o eterodiegetico e chi è l'antagonista. Ma perché sappiate che l'analisi dei testi passati e la creazione di categorie non è cosa distinta dallo stile, dalla critica letteraria e dall'estetica. Forse un tempo, quando si facevano battaglie a suon di teoria e ideologia, si poteva pensare che fosse così.
Ma oggi lo scritture acuto sa di avere a disposizione un immenso patrimonio di tecniche, strumenti, "meccanismi" come avrebbe detto Sklovskij che possono, e anzi devono, essere messi al servizio della sua idea di letteratura e più in generale della sua idea di mondo. Basta conoscerli e studiarli, seppur con un po' di pazienza, per rendersi conto di quanto poi possano tornare utili.

Se la cosa vi interessa, sappiate che sarà un capitolo dei prossimi corsi di Didattica al Quadrotto, che si inaugureranno a maggio in occasione del Salone del Libro di Torino. Intanto, date un'occhiata ai maestri: Todorov, Bachtin, Segre, Eco, Benjamin, Barthes, Greimas.

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