venerdì 8 marzo 2013

Alla scoperta di… John Edward Williams



Autore negli anni '60 di romanzi di successo, poi dimenticato dai contemporanei e riscoperto dopo la morte, John E. Williams può ora essere letto anche in Italia grazie alla ripubblicazione di Fazi editore.

John Edward Williams, nato in Texas nel 1922, è uno dei quegli autori a cui la letteratura ha cambiato la vita. Fin da giovane, svolse i lavori più disparati: dopo aver lasciato gli studi provò a guadagnarsi da vivere lavorando in un giornale e poi in radio, ma poi si arruolò nell'aviazione e partì per la Seconda Guerra Mondiale. Venne spedito in India e in Birmania: qui, come reazione all'orrore della guerra, gli venne l'idea di cominciare a scrivere, e buttò giù una bozza di quello che sarebbe stato il suo primo romanzo.

Tornato a casa, si iscrisse all'Università di Denver e prese il Bachelor of Arts nel 1949 e il Master of Arts l'anno successivo. Durante gli studi riprese in mano quello che aveva scritto durante la guerra e gli diede la forma definitiva: nel 1948 esce quindi "Nothing but the Night", il suo primo romanzo, la storia di un uomo che da bambino è stato testimone di un terribile episodio di violenza e che ora deve incontrare il padre che non vede da molti anni. Il libro è accolto dagli elogi della critica, e l'anno successivo Williams dà alle stampe "The Broken Landscape", una raccolta di poesie.

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Dopo questi due libri, Williams abbandona per oltre un decennio l'attività di scrittore, diventando insegnante di letteratura e di scrittura creativa in Missouri e poi a Denver. La scrittura è ancora al centro dei pensieri di Williams, che diventa anche editor della rivista letteraria Denver Quarterly.

Nel 1960, tuttavia, dopo anni di silenzio, Williams pubblica il suo secondo romanzo, "Butcher's Crossing": ambientato nel 1870, è una storia che rovescia il mito della frontiera tanto caro al genere western americano. Un romanzo che non viene compreso subito, ma che negli anni successivi tornerà a far parlare di sé.

Nel 1965 è la volta di "The Necessary Lie", seconda raccolta di poesie, ma soprattutto del romanzo "Stoner", che verrà più tardi considerato il suo capolavoro. È la storia di un professore universitario del Missouri che conduce una vita contraddistinta dall'assoluta normalità, un fallito che non riesce a uscire dalla mediocrità e dalla moderazione; un personaggio che probabilmente ha dei tratti autobiografici. Il romanzo raccoglie alcuni mirabili momenti che descrivono l'inettitudine del protagonista, come la luna di miele con la moglie, o la guerra insensata con un collega.

Dopo altri 7 anni di silenzio, Williams pubblica "Augustus", romanzo epistolare incentrato sulla vita dell'imperatore Augusto e dell'epoca violenta del passaggio tra la repubblica e l'impero. Nonostante oggi sia considerato il romanzo meno rappresentativo dell'opera di Williams, vinse ex-aequo il National Book Award.

Dopo questo successo, Williams tornò a dedicarsi unicamente all'insegnamento, da cui si ritirò nel 1985, e morì nel 1994 lasciando incompiuto il suo quinto romanzo, "The Sleep of Reason".

La riscoperta di Williams è arrivata tardi. Nel 1973, quando l'autore aveva vinto il National Book Award per "Augustus", il letterato inglese C. P. Snow scrisse a proposito di "Stoner" «Perché questo libro non è famoso?». Ci sono voluti diversi anni perché si ponesse rimedio: nel 2006 la New York Review of Books ha tolto dal dimenticatoio "Stoner" dandolo di nuovo alle stampe con un grande successo, che ha portato alla riscoperta anche delle altre opere di Williams. Nell'introduzione al volume, il protagonista Edward Stoner viene così descritto: "improbabile eroe esistenziale, che si staglia come una figura di un dipinto di Edward Hopper".

Oggi, grazie a Fazi, è possibile ritrovare in Italiano sia "Stoner", sia "Butcher's Crossing - Vita immensa", uscito questa settimana, ed è quindi lecito aspettarci la pubblicazione anche di "Nothing but the Night". "Augustus" è invece disponibile in due edizioni di qualche anno fa, una per Castelvecchi, l'altra per LIT.


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