giovedì 7 febbraio 2013

Scrivilo per noi: la biblioteca sfollata di Scup


Eccoci alla rubrica che ospita le notizie dei nostri fedeli lettori. In questo post Giuliana ci racconta di un'associazione culturale, della sua biblioteca e di come oltre 3000 titoli si siano trovati senza un tetto sulla testa dal giorno alla notte.

Scup sta per Sport e Cultura Popolare. Sono professionisti di diversi settori che mettono il proprio mestiere a servizio del pubblico. Fanno corsi, ginnastica, attività per l'infanzia, un sacco di cose. Finché qualcuno non regala loro dei libri e decidono di catalogarli, e cercarne altri. Ne raccolgono a migliaia, tutti in ordine come nella migliore delle biblioteche. Poi un bel giorno qualcun'altro decide che lì dove stanno non è casa loro, e li caccia via, libri compresi naturalmente. Tutti fuori.

consulenza gratuita per autori


Cosa è successo? È vero, non avevano un contratto di affitto. Ma lì dove stavano (in via Nola a Roma, per essere precisi) era abbandonato da almeno dieci anni, e loro avevano riportato la vita offrendo un servizio gratuito e aperto a tutti. E allora hanno deciso di occupare un posto da cui non potevano essere cacciati, i giardini di Via Carlo Felice, di fronte la Basilica di San Giovanni in Laterano. E qui li ho conosciuti io, due domeniche fa. Erano organizzati in gruppi, chi dava lezioni di danza, chi di ginnastica, chi con un carrello della spesa cercava ospitalità ai libri sfollati.

Loro naturalmente in quattr'e quattr'otto si sono riorganizzati, e ora sono in via Monza 19. Ma accanto alla gioia di sapere che libri e lavoratori hanno di nuovo una casa, resta l'amarezza per uno sgombero non meritato. Perché si fa presto a dire che i giovani sono bamboccioni o viziati, che i lavoratori sono troppo legati a un modello di posto fisso superato, che l'economia si deve riprendere e quelli che manifestano sono tutti violenti… Poi però quando arriva qualcuno con una risposta diversa, gratuita, che sostituisce la speculazione con il servizio, la risposta delle istituzioni è questa.

Non mi piacciono le polemiche perciò mi fermo qui, ma spero di vedere questo mio articolo pubblicato perché credo che certe cose meritino di aver voce… non foss'altro per quei libri simbolo di una cultura senza casa! Forza Scup!

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