martedì 19 febbraio 2013

Dice il saggio: consigli per una scrittura ragionata



Quante volte riferendoci al facile pragmatismo d'oltreoceano ci viene da dire che si tratta di "un'americanata"? Be', la rubrica "5 tips" è stato per noi un modo di cogliere il meglio di questo modo di fare. Ma diciamola tutta, non si può andare avanti a "pillole" tutta la vita. Perché spesso la saggezza vien fuori poco alla volta, tra una chiacchiera e un'altra. E allora, come annunciato ieri, benvenuti nella rubrica "dice il saggio". Oggi parliamo del rapporto tra l'autore e il lettore.

Giusto per restare ancora un paio di righe in tema di americanate, si sa che loro hanno fatto della scrittura una professione. E ciò che oggi più che mai distingue uno scrittore professionista è una cosa sola: la consapevolezza di avere un lettore. Ora, a questo ci arriviamo tutti. Ma che rapporto tenere con il lettore? Come considerarlo? La letteratura porta esempi celebri in tal senso, metanarrativi se vogliamo, che spaziano dal Calvino di "Se una notte d'inverno un viaggiatore" alla dichiarazione di Umberto Eco secondo cui l'unico giallo ancora non scritto è quello che ha per colpevole il lettore. "Lector in fabula", è il caso di dirlo.

Certo non bisogna aspettare di chiamarsi Eco per porsi il problema del lettore, anzi. Per farla breve, che rapporto si può intrattenere con il proprio lettore? Di sicuro successo, c'è la formula thriller, quella che lega il lettore alla pagina e non lo lascia schiodare per nessun motivo al mondo. Al di là del genere, è un modo di scrivere apprezzabile (non è da tutti riuscirci), ma che considera il lettore un passivo fruitore, perché non gli si lascia il tempo di decidere se andare avanti o no, come in una proiezione cinematografica non è lui a dettare il ritmo. Non è esattamente il nostro metodo preferito, ma insegna che il lettore non può essere lasciato allo sbaraglio.
consulenza gratuita per autori



All'esatto opposto ci sono i libri faticosi, almeno a entrarci. "Il nome della rosa" è uno di questi, "Per chi suona la campana" è un altro, "I malavoglia" e "La coscienza di Zeno" riempiono le fila. Sono quei libri che, come in un'amicizia, hanno bisogno di qualche pagina in più per cementare il loro rapporto con il lettore. In quelle pagine rischiano anche di perderlo, il lettore, ma se invece riescono a tenerlo con sé sarà amore duraturo. Come detto, non sono libri fatti per essere apprezzati in un giorno, ma lasciano a chi legge la libertà di decidere se seguirli o abbandonarli: forse non sono sempre a ritmo di mercato, ma senz'altro hanno una possibilità in più di passare alla storia della letteratura rispetto ai romanzi "mordi e fuggi".

Infine, ci sono dei libri che, non si sa come, non fai fatica a entrarci eppure nessuno, tanto meno l'autore, ti obbliga a proseguire. Sono libri unici, senza categoria, che chi li trova è davvero fortunato. Sono alcuni titoli di Simenon, ma anche, da tutt'altro genere, "Conversazione in Sicilia" di Vittorini. Molto dipende, certo, dalla preparazione e dai gusti di ognuno, e da tutto un discorso extra-letterario fatto di canone e storia della ricezione. Ma quello che ci interessa in questo momento, è che l'autore impari a trattare sempre il suo lettore con molto rispetto: che voglia rapirlo per una notte o corteggiarlo per un mese, non deve mai ingannarlo, né dimenticarsi di lui, né tanto meno pensare di essere indispensabile alla sua mente.

Di questo però continueremo a parlare il prossimo martedì, quando il tema saranno gli "effetti speciali" della scrittura. Intanto vi ricordiamo che questa rubrica è a cura degli editor del Quadrotto, che restano sempre a vostra disposizione per una consulenza gratuita.


2 commenti:

  1. Ho cercato di seguirvi su Twitter, ma una tendina mi avvisa che non posso seguirvi. Sono @gloriapoettry, autrice di vari, molte opere saggistiche, poetiche, letterarie etc. Ho pubblicato anche un romanzo. Ora sono al mio secondo.Riesco a seguire tutti,nel campo dell'editoria.Perchè ci sono divieti per voi?
    Avevo intenzione di inviarvi un mio testo, ma anche di comunicare su twitter. Ho un gruppo su Linkedin, 5 blog.Non vi conosco ancora. Ho letto di voi su Editoria italiana di Link...Mi fate sapere?

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  2. Gentile Gloria, non ci risulta che ci siano problemi a seguirci su Twitter. A ogni modo le abbiamo inviato una richiesta, ora dovrebbe essere in grado di ricambiare il follow, se vuole. Ci tenga aggiornati!

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