venerdì 25 gennaio 2013

Alla scoperta di… Irène Némirovsky


Nella settimana che si conclude con il Giorno della Memoria, il 27 gennaio, dedichiamo lo spazio del venerdì a un'autrice morta ad Auschwitz, e che è stata riscoperta solo negli ultimissimi anni fino a diventare un cult: Irène Némirovsky.

Nata a Kiev nel 1903 da una ricca famiglia di banchieri ebrei, la Némirovsky impara dalla governante il francese che diventa da subito quasi la sua prima lingua. All'indomani della rivoluzione russa, la famiglia di Irène lascia Pietroburgo, dove si era trasferita, e fugge in Finlandia, a Stoccolma e infine a Parigi. Qui, avendo mantenute pressoché intatte le proprie ricchezze, la famiglia può permettersi un appartamento in uno dei quartieri più eleganti della capitale francese ed entra in contatto con l'aristocrazia parigina. I Némirovsky sono piuttosto lontani dagli ebrei tradizionalisti, e perseguono piuttosto l'idea di essere assimilati all'alta borghesia del tempo: questo influenzerà molto il modo in cui Irène tratterà la figura degli ebrei nei suoi romanzi, e le costerà continue accuse di antisemitismo.

Irène studia lettere alla Sorbona e si laurea con menzione d'onore. Nel 1925 pubblica il suo primo racconto, "Enfant genial", e sposa l'ebreo russo naturalizzato francese Michel Epstein. Nel frattempo inizia la stesura del suo primo romanzo, "David Golder", incentrato sulla figura eponima di un ricco uomo d'affari ebreo. Il protagonista dopo aver mandato in rovina e spinto al suicidio il socio in affari, ha un attacco di cuore e si rende conto di essere stato sempre detestato e ingannato dalla sua stessa famiglia. Pubblicato nel 1929, "David Golder" è accolto da un tale successo che in molti dubitano che l'abbia scritto una giovane esordiente, e sospettano che dietro di lei si nasconda uno scrittore famoso.

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Alla fine Irène viene accolta nell'élite intellettuale dell'epoca, e nel 1930 pubblica la novella "Il ballo", accompagnata anche in questo caso da elogi e successo. Di chiara impronta autobiografica, "Il ballo" racconta la storia di una giovane ebrea che vive con i genitori in un lussuoso appartamento parigino. La famiglia organizza un grande ballo per farsi accettare dalla "gente che conta", ma alla protagonista viene vietato di partecipare ed è confinata in uno sbaguzzino. Anche in questo caso, come nel romanzo precedente, la Némirovsky crea una galleria di personaggi ebrei non positivi, che odiano se stessi e rinnegano le proprie origini.

Negli anni successivi Irène prosegue la propria attività letteraria con grande prolificità, tra racconti, romanzi e collaborazioni con riviste, e nel frattempo cresce le due figlie avute da Epstein. Nel 1939 si converte al cattolicesimo. Nel 1940 in Francia il governo di Vichy vara le leggi antisemite e Iréne non può più pubblicare ed è costretta a indossare la stella gialla nonostante la conversione. Nel 1942 viene arrestata e condotta ad Auschwitz, dove venne uccisa il 17 agosto.

Finita la guerra, le opere della Némirovsky cadono nel dimenticatoio. Le due figlie, dopo che anche il padre venne deportato e ucciso, riuscirono a fuggire portando con sè i manoscritti della madre. La figlia maggiore Denise si rifiutò per anni di aprire quelle carte pensando di trovare i diari di Iréne e pensando che sarebbe stato troppo doloroso leggerli: solo nel 1990 si decide ad aprire i quaderni e scopre che contengono un romanzo inedito "Suite francese". Sono i primi due volumi di un progetto – una sinfonia in forma letteraria – che avrebbe dovuto contare cinque tomi e raccontare la guerra in Francia. Scritti durante l'occupazione tedesca, i due romanzi che compongono la suite narrano l'esodo di massa dei francesi all'arrivo dei nazisti e i primi mesi di occupazione.

"Suite francese" viene pubblicato nel 2004 e diventa un bestseller internazionale tradotto in 38 lingue e con quasi tre milioni di copie vendute. Da quel momento tutte le opere di Irène Némirovsky sono state riscoperte e ripubblicate, facendola diventare un'autrice di culto. In Italia dal 2005 è stata Adelphi a curare la pubblicazione dell'opera omnia della scrittrice in edizioni di grande pregio come da tradizione per la casa editrice di Roberto Calasso. Tuttavia dal 17 agosto 2012, ovvero dal settantesimo anniversario della morte, sono decaduti i diritti d'autore e le opere della Némirovsky sono diventate di pubblico dominio, e quindi negli ultimi mesi anche altre case editrici hanno cominciato ad attingere alle sue opere, prima tra tutte Newton Compton, ma anche Editori Riuniti ed Elliot.

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