giovedì 8 novembre 2012

Concorrenza a suon di ebook


Eccoci al post con le notizie dell'editoria. La storia che vogliamo raccontarvi oggi riguarda l'annosa questione dell'Iva sugli ebook e di conseguenza del loro prezzo, ma non è tutto. Perché sembra proprio che dall'uscita del Kobo e dall'annuncio della piattaforma self-publishing di Mondadori, qui in Italia il digitale sia diventato un imperativo da mettere in pratica il prima possibile.

Innanzitutto, la corsa in libreria: dopo la fusione tra store on line e negozi fisici targata inMondadori, Amazon fa un accordo con la libreria Hoepli, e così chi vive a Milano potrà "toccare" il Kindle prima di acquistarlo.

Anche gli editori non tardano ad adeguarsi, e se i social network pullulano di pubblicità per la versione digitale di libri già in commercio, i più avanzati propongono opere "ebook only": è uscito la settimana scorsa "Scatola Nera" di Jennifer Egan (minimum fax, qui la nostra recensione), ed è previsto per il 15 novembre il lancio di Guanda.bit, collana di testi brevi che ci ricorda la nascita, quasi un anno fa, di Feltrinelli Zoom.

Sempre di pochi giorni fa la notizia sul Corriere di "Albo Autori", una nuova comunity dedicata a chi scrive e cerca un editore, forse sulla falsariga de ilmiolibro. E tutto mentre in Francia la guerra tra editori e Google arriva fino all'Eliseo.

Ma quello di cui ci preme parlarvi, perché pensiamo interessi molto chi legge, è la questione del prezzo degli ebook. Aveva detto la sua poco tempo fa Marco Polillo, presidente Aie, sulla testata "Gli amanti dei libri", spiegando appunto che è difficile abbassare il prezzo degli ebook perché non godono dell'Iva agevolata come i libri cartacei. La notizia è che l'Unione Europea, mentre una Commissione specifica lavora all'uniformazione della tassa, ha costretto Francia e Lussemburgo ad alzarla, proprio loro che erano gli unici a non far differenze in questo senso tra carta e digitale. Senza entrare nel merito della questione (di cui trovate un approfondimento su Agoravox) e sulle conseguenze su Amazon che ha appunto la sede in Lussemburgo, vogliamo fare qualche discorso in merito.



È perfettamente condivisibile il discorso di chi, devoto al libro come oggetto, paga volentieri 20 euro e oltre per un libro cartonato con alette e sovraccoperta e circa la metà per un tascabile, e quindi si aspetta di non spendere più di 5 euro per un digitale. Da appassionati della carta, lo capiamo. Tuttavia, bisogna notare che questo ragionamento tutto nostrano (basta andare in una Feltrinelli International per rendersi conto che i libri stranieri non scendono granché di prezzo in edizione paperback) non tiene conto affatto del lavoro che c'è sul testo. E, come editor, non possiamo non pensarci.

Un testo è sempre un testo, in qualunque formato venga letto c'è dietro un lavoro redazionale e autoriale non indifferente (scrittura, traduzione, editing, impaginazione, bozze) che non cambia se il libro è digitale, anzi capita che i costi redazionali di un ebook siano più alti, per via della specializzazione tecnica richiesta. La stampa, al contrario di quello che si può pensare, non è affatto la voce che incide di più sul prezzo di copertina, e la carta non è l'unica cosa che fa bello un libro. Il libro vale innanzitutto se è buono il suo contenuto, e quindi se l'autore è valido e se il testo è stato corretto e riletto a dovere. Il libro vale se ha una bella copertina (ce l'hanno anche gli ebook!) e soprattutto se è gradevole alla lettura:  se per i cartacei ci vuole un art-director che scelga attentamente il formato e il font, per il digitale ci vuole un tecnico che studi la leggibilità e la fruibilità, e che magari sia anche un buon redattore.
Insomma, i discorsi da fare sono tanti, a noi interessa non essere superficiali nei giudizi. Intanto vi lasciamo con questa carrellata di notizie, sperando che sia sufficiente a dare un'idea dei cambiamenti in corso.


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